Cronaca - 30 giugno 2026, 14:30

Ennesima aggressione di un agente da parte di un detenuto. Il Sappe denuncia: “Situazione fuori controllo”

Il poliziotto penitenziario è stato aggredito nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Martino da un detenuto già protagonista di un precedente episodio violento. Il sindacato denuncia la mancanza di tutele e chiede la riapertura del Provveditorato regionale e tolleranza zero verso i violenti

Nuova aggressione ai danni della polizia penitenziaria da parte di un detenuto. Questa volta l'episodio è avvenuto nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Martino, dove era ricoverato il detenuto già protagonista, nei giorni scorsi, di un episodio violento ai danni di un agente della scorta. Questa volta l'uomo ha colpito con un pugno al volto un altro poliziotto impegnato nel servizio di vigilanza, provocando un ulteriore allarme sulla gestione dei soggetti con gravi disturbi psichiatrici.

Durissima la reazione del Sappe, che parla di una situazione “gravissima e allarmante”. Il segretario generale Donato Capece e il segretario regionale ligure Vincenzo Tristaino denunciano che "la Polizia Penitenziaria non è carne da macello" e che gli operatori vengono mandati a svolgere il proprio dovere "senza adeguate tutele, esposti a continue aggressioni da parte di soggetti estremamente violenti".

Secondo il sindacato, quanto accaduto è "l’ennesima dimostrazione di un sistema fuori controllo".

Il sindacato punta il dito anche contro l’attuale organizzazione dell’Amministrazione penitenziaria in Liguria, che dipende dal Provveditorato regionale del Piemonte. Una scelta definita «scellerata», risalente al 2017, quando venne soppresso il Provveditorato di Genova. Per il SAPPE, la riapertura del Provveditorato ligure è una necessità urgente per affrontare le criticità del territorio.

Al centro della denuncia anche la gestione dei detenuti con gravi patologie psichiatriche. Il Sappe critica la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari senza una riforma complessiva del sistema e ritiene insufficienti le attuali REMS, incapaci di rispondere alle esigenze del circuito penitenziario. "Migliaia di detenuti con disturbi psichiatrici sono ristretti negli istituti senza cure adeguate, convivono nei reparti ordinari e generano continue emergenze: aggressioni, devastazioni, tensioni permanenti".

Una situazione che, secondo il SAPPE, sta compromettendo anche la salute psicologica degli operatori, costretti a gestire problematiche sanitarie e psichiatriche per le quali non sono formati. Capece e Tristaino lanciano quindi un appello ai vertici del DAP e al Governo: serve una presenza dello Stato "forte e concreta" nelle strutture che ospitano detenuti psichiatrici, regole certe e interventi immediati, a partire dalla riapertura del Provveditorato di Genova. Il SAPPE chiede inoltre una politica di tolleranza zero verso i detenuti violenti: "Le aggressioni non possono diventare normalità. Lo Stato ha il dovere di proteggere chi lo rappresenta ogni giorno in prima linea".

Redazione