Politica - 30 giugno 2026, 14:56

Caso AMT, Gavuglio deposita la memoria difensiva: “Dissesto inesistente, accuse destinate a cadere”

L’ex presidente ricostruisce la gestione dell’azienda, contestando l’ipotesi di bancarotta. La memoria arriva dopo l’interrogatorio in Procura e si inserisce in un’inchiesta che coinvolge cinque indagati

La vicenda giudiziaria che coinvolge Ilaria Gavuglio, ex presidente e direttrice generale di AMT Genova [LEGGI QUI], entra in una nuova fase con il deposito della memoria difensiva formalmente consegnata alla Procura dai suoi avvocati. Il documento ricostruisce la gestione dell’azienda e contesta in modo netto l’ipotesi di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio da parte di Gavuglio.

Secondo quanto scritto nella memoria difensiva, "le difficoltà finanziarie dell’azienda sono cosa ben diversa da un buco o un dissesto" e derivano da condizioni strutturali del trasporto pubblico locale, con ricavi insufficienti e contributi pubblici spesso tardivi o complessi da gestire. Gavuglio avrebbe invece operato "per garantire continuità aziendale, impostando piani strategici, riorganizzando la finanza e avviando nuove linee di credito che dimostrerebbero la solidità dell’azienda al 31 dicembre 2023".

Il documento affronta anche altri punti dell'inchiesta, come il bilancio 2023, chiuso con un utile e ritenuto dalla difesa pienamente corretto. Gavuglio rivendica poi la legittimità dell'iscrizione del credito MASE da 12,5 milioni per le politiche di gratuità, sostenuta da atti amministrativi del Comune e da analogie con i ristori Covid del 2022. La memoria ricostruisce inoltre la svolta nella gestione delle sanzioni, con la creazione di un ufficio dedicato e l’avvio di oltre 33 mila ordinanze, generando un portafoglio crediti che prima non esisteva.

Il documento insiste poi sulla continuità aziendale, ricordando che AMT è una società in house che gestisce un servizio pubblico essenziale, con contratti di servizio strutturali, progetti PNRR già finanziati e linee bancarie confermate fino all’estate 2025. Per questo, non vi sarebbe "alcun presupposto per la liquidazione giudiziale né per la contestazione di bancarotta".

Il deposito della memoria arriva pochi giorni dopo l’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Marcello Maresca, durante il quale Gavuglio ha risposto alle domande degli inquirenti [LEGGI QUI]. In una nota diffusa al termine dell’audizione, l’ex presidente aveva ringraziato il magistrato "per la disponibilità dimostrata" e ribadito di aver mantenuto "piena fiducia nell’operato della Magistratura", spiegando di aver scelto il silenzio pubblico per rispetto dell’indagine e per comprendere meglio il quadro delle contestazioni.

L’inchiesta coinvolge al momento 5 indagati: oltre a Gavuglio, anche Enzo Sivori, Sabina Alzona, Manuela Bruzzone e Giorgio Canepa, tutti già ascoltati in Procura. La Guardia di Finanza ha acquisito documenti e copie forensi dei dispositivi dell’ex presidente, mentre la difesa valuta un ricorso al Riesame sui sequestri [LEGGI QUI].

Gli avvocati di Gavuglio, intanto, fanno sapere di essere "assolutamente confidenti" che la memoria difensiva dimostrerà la correttezza professionale e deontologica dell’operato dell’ex dirigente e che tutte le scelte "siano state compiute nell’interesse dell’azienda, dei cittadini, dei dipendenti e dei soci pubblici".

Redazione


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