Politica - 30 giugno 2026, 16:56

Caso Gibelli, Vaccarezza: “Offesi cattolici e partiti che si richiamano a quei valori”

Via libera all’odg di deplorazione, presentato con Cerri, nei confronti della consulente del Comune di Genova per i diritti Lgbtqia+ a seguito del post pubblicato sui social. La giunta dà parere favorevole: “Esternazioni gravi”. Opposizioni contrarie: “Tema che non compete alla Regione”

Il consiglio regionale della Liguria ha approvato l’ordine del giorno di deplorazione nei confronti delle dichiarazioni pubblicate sui social da Ilaria Gibelli, consulente del Comune di Genova per i diritti delle persone Lgbtqia+. Il documento, presentato dai consiglieri Angelo Vaccarezza e Chiara Cerri, è passato con 15 voti favorevoli, un contrario e gli altri consiglieri non votanti. Al centro del dibattito il post, poi rimosso, in cui Gibelli aveva definito i partiti “più cattolici” come i più “omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti”. Per Vaccarezza, che ha chiarito di non contestare in sé l’incarico affidato dal Comune, si tratta di parole offensive verso “i cattolici e i partiti che a quei valori si richiamano”.

Il parere favorevole della giunta è stato espresso dall’assessore Massimo Nicolò, intervenuto in aula in assenza della vicepresidente Simona Ferro. “Tali esternazioni rappresentano un attacco frontale e hanno colpito i cittadini cattolici”, ha detto Nicolò. Secondo l’assessore, una figura incaricata da un ente pubblico su temi legati ai diritti e alla non discriminazione “non può farsi carico di pregiudizi”. Da qui la posizione della giunta: “Si condanna ciò. Esprimiamo deplorazione per le parole espresse dalla consulente del Comune di Genova”.

A illustrare l’ordine del giorno è stato Angelo Vaccarezza, che ha chiarito di non contestare in sé l’esistenza di una consulenza dedicata al contrasto delle discriminazioni.Personalmente ritengo l’incarico positivo: ogni volta che si dà un incarico per superare le discriminazioni credo si faccia una cosa utile per i discriminati e per gli altri, per una società dove l’uguaglianza c’è”, ha spiegato.

Vaccarezza ha però sollevato due questioni: da una parte l’entità economica dell’incarico, pari secondo quanto riportato nell’atto a 156mila euro complessivi; dall’altra il contenuto del post pubblicato dalla consulente. “Ho qualche dubbio sull’entità economica della consulenza, perché 156mila euro devono essere una bella consulenza”, ha detto. Poi il passaggio politico: “Questa signora ha affermato che i partiti cattolici sono i più omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti. Io difendo il diritto dei cattolici e dei partiti che a quei valori si richiamano”.

Il consigliere di maggioranza ha insistito sul valore del cattolicesimo nella storia civile, sociale e culturale del Paese, richiamando anche la presenza del crocifisso in aula. “Il crocifisso in aula è stato messo grazie a un provvedimento a mia firma, con un ordine del giorno, perché nessuno potesse toglierlo”, ha ricordato Vaccarezza nella replica finale.

Nel testo approvato, il consiglio regionale esprime “deplorazione” per le affermazioni della consulente, ritenute una grave offesa verso i cittadini genovesi e liguri che si professano cattolici e verso le formazioni politiche che riconoscono il contributo del cattolicesimo alla storia e alla vita civile del Paese. L’ordine del giorno sottolinea inoltre che il successivo post di scuse pubblicato da Gibelli non costituirebbe, secondo i proponenti, una netta e sostanziale smentita del pensiero espresso nel messaggio poi rimosso.

A sostegno dell’ordine del giorno è intervenuta anche Sara Foscolo. “Non giudico nessuno, ma mi sono sentita offesa dalle dichiarazioni della consulente del Comune di Genova”, ha detto. “Sono affermazioni gravi. Per quanto riguarda le competenze, non si tratta di competenze: nessuno richiede provvedimenti, si chiede di esprimere la propria deplorazione per quanto detto dall’avvocato”.

Più duro l’intervento del consigliere Gianmarco Medusei, che ha allargato il ragionamento dal contenuto del post all’opportunità stessa dell’incarico affidato dal Comune. “Se fosse successo il contrario sarebbe venuto fuori un putiferio”, ha detto. “Abbiamo il Comune di Genova che spende 156mila euro per una consulenza assolutamente inutile, che va a creare categorie che non sono da creare. Ogni persona ha gli stessi diritti”.

Medusei ha poi criticato quella che ha definito una deriva ideologica. “Le sinistre vanno dietro le ideologie woke, che io eviterei”, ha affermato. “Le espressioni di questa consulente non sono solo da condannare: dovrebbe dimettersi. Anzi, è il sindaco Salis che dovrebbe chiederne le dimissioni, viste quelle espressioni”. Il consigliere ha quindi chiesto di emendare l’ordine del giorno inserendo la richiesta di dimissioni della consulente.

Dalle opposizioni sono arrivate critiche soprattutto sul piano della competenza istituzionale. Andrea Orlando (Pd) ha contestato la scelta di portare in consiglio regionale un tema legato a una consulenza del Comune di Genova. “Si parlava di mancanza di competenze regionali su decisioni comunali. Questa scelta di definizione del perimetro è curiosa”, ha osservato.

Orlando ha aggiunto di non condividere la valutazione espressa su Gibelli, ma ha posto una questione di metodo: “Non capisco il ruolo della Regione nel valutare questo tipo di incongruità. La possibilità di stigmatizzazione generale delle opinioni, per quanto io ne sappia, riguarda solo le repubbliche teocratiche, ovvero chi pensa di avere un’investitura divina nelle funzioni che svolge”. Secondo il consigliere, “valuterà il consiglio comunale l’entità delle dichiarazioni della consulente, non compete a noi”.

Sulla stessa linea Armando Sanna (Pd), che ha chiamato in causa l’ufficio di presidenza sulla gestione degli ordini del giorno. “Oggi ammettete ordini del giorno che qui dentro non hanno ragione di essere discussi”, ha detto. “Prima, sulla tassa dei 3 euro, ci avete detto che non era materia di competenza regionale; ora però parliamo della consulente del Comune di Genova all’interno dell’aula. Stiamo discutendo di un argomento che dentro quest’aula c’entra poco”. Il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari ha replicato richiamando il tema più generale dell’ammissibilità degli atti. “Anche questa rientra nel modulo di argomentazione per cui avevo chiesto di fare un regolamento per mettere paletti, ma non è stato acconsentito”, ha spiegato.

Più articolata la posizione di Gianni Pastorino, Lista Andrea Orlando Presidente, che ha distinto il giudizio sull’incarico dalla competenza dell’aula regionale. “È diritto di Vaccarezza e Nicolò non essere d’accordo sulla consulenza di Gibelli, e non sono d’accordo nemmeno io”, ha detto. “La sindaca Salis lo ritiene fondamentale nella sua amministrazione? Giusto o sbagliato che sia, sta al Comune. Su alcune cose non ci si esprime come Regione, invece su questo sì”.

Per il Movimento 5 Stelle, Stefano Giordano ha parlato di “strumentalizzazione” delle dichiarazioni della consulente, sostenendo che il caso rischi di oscurare “il reale lavoro che il Comune di Genova sta facendo con la sindaca Salis”.

Nella replica finale Vaccarezza ha rivendicato la legittimità del documento e ha respinto l’accusa di provocazione. Il consigliere ha ricordato anche un precedente ordine del giorno presentato da Federico Romeo per censurare alcune affermazioni del presidente degli Stati Uniti sul Papa: “Per me aveva fatto bene. Non esistono provocazioni, esistono provvedimenti". 

Vaccarezza ha poi precisato nuovamente il senso dell’iniziativa: “Io non critico l’incarico della Gibelli, perché ogni strumento che garantisce la parità è positivo, poi se ne valuteranno i risultati. Io critico che si dica che i cattolici, o i partiti che si richiamano ai valori cattolici, siano omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti”. Al termine del dibattito, con il parere favorevole della giunta e il voto contrario delle opposizioni, l’ordine del giorno è stato approvato.

F.A


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.