L’italiano ha una parola per chi perde i genitori, “orfano”, e una per chi perde il coniuge, “vedovo” ma non ne ha una per il genitore che perde un figlio. Con tutte le conseguenze del caso a livello giuridico amministrativo di riconoscimento e tutele. Una mozione presentata in Consiglio comunale a Genova chiede ora di colmare questo vuoto, riconoscendo e adottando il neologismo “atéfano” nella terminologia dell’Amministrazione comunale.
Il documento porta la firma del capogruppo di Forza Italia, l’avvocato Mario Mascia, e della consigliera del gruppo Vince Genova Rosanna Stuppia. La proposta nasce dal lavoro dell’Associazione di Promozione Sociale “Rachele Franchelli - Uno Sguardo Senza Confini APS”, costituita ad Albenga nel 2024 dalla famiglia di Rachele, scomparsa prematuramente. È da quella esperienza di dolore che è partita l’idea di dare un nome a una condizione che, fino ad oggi, in italiano restava innominata.
Dare un nome a un’esperienza, sottolinea la mozione, significa darle dignità e visibilità. Significa anche, sul piano più concreto, riconoscere chi vive questa condizione come soggetto titolare di diritti, poteri e facoltà specifiche, anche nei rapporti con l’amministrazione pubblica.
La proposta prende spunto e ambisce a dare una prima applicazione concreta a livello amministrativo all'ordine del giorno a prima firma dal Consigliere forzista Angelo Vaccarezza, condiviso da tutti i capigruppo regionali di maggioranza ed opposizione e approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale della Liguria.
"Accolgo con molto piacere e ringrazio i consiglieri comunali Mario Mascia e Rosanna Stuppia per aver voluto dare seguito alla iniziativa che ho sostenuto a livello regionale" dichiara Angelo Vaccarezza, Segretario del Consiglio Regionale della Liguria e Consigliere di Forza Italia con incarico di supporto del Governatore Marco Bucci per le attività in materia di Relazioni europee e internazionali e di Enti locali "Auspico che anche a livello comunale trovi la massima condivisione e l'unanime approvazione da parte di tutti i gruppi consiliari".
Con la mozione di Mascia e Stuppia si vuole impegnare la Sindaca e la Giunta a riconoscere il valore culturale e sociale della proposta, a promuovere iniziative di sensibilizzazione sul significato del termine, a sostenere insieme all’associazione promotrice eventi e campagne informative sul lutto genitoriale, e a trasmettere il testo agli organismi competenti in ambito linguistico e culturale, tra cui l’Accademia della Crusca, per una riflessione sul possibile riconoscimento ufficiale del neologismo.
“Atéfano” nasce quindi come parola, ma punta a diventare qualcosa di più: uno strumento concreto di riconoscimento e tutela per chi affronta una delle perdite più difficili da attraversare.
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