È aperta fino alle ore 12 di lunedì 6 luglio la manifestazione di interesse per partecipare al percorso di coprogettazione finalizzato alla gestione condivisa dell’immobile di via Maddalena 25R, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività.
L’iniziativa è promossa dal Municipio Centro Est attraverso lo strumento del Patto di collaborazione e punta a coinvolgere associazioni, enti del Terzo settore, gruppi informali e realtà attive sul territorio nella definizione di un progetto condiviso per la valorizzazione dello spazio. Le candidature dovranno essere presentate tramite la piattaforma digitale ProponiTi.
“I beni confiscati alle mafie rappresentano una conquista preziosa per tutta la comunità. Non sono importanti soltanto perché sottratti ad attività criminali, ma perché possono trasformarsi in luoghi di cultura, partecipazione e crescita collettiva. Per questo devono essere vissuti e presidiati quotidianamente dal territorio”, dichiara la presidente del Municipio Centro Est, Simona Cosso.
“In un quartiere come la Maddalena - prosegue Cosso - la loro presenza assume un valore ancora più forte: significa affermare concretamente che la risposta alla criminalità passa attraverso la legalità, la socialità e la cura degli spazi comuni. Il lavoro che da anni portano avanti realtà come Libera e AMA, nelle scuole e nei quartieri, dimostra quanto sia fondamentale costruire una cultura diffusa del contrasto alle mafie. Restituire vita a questi luoghi significa anche renderli più belli, più aperti e più accoglienti, perché la bellezza è uno degli strumenti più efficaci di rigenerazione urbana e di contrasto al degrado e all’illegalità”.
L’avviso avvia un percorso di coprogettazione che porterà alla definizione di una proposta condivisa e, successivamente, alla sottoscrizione di un Patto di collaborazione per la gestione dell’immobile. L’intero iter si svolgerà attraverso ProponiTi, con l’obiettivo di garantire trasparenza, partecipazione e pubblicità del procedimento.
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione sociale dei beni confiscati e di auspicata riqualificazione del centro storico, a partire proprio dal quartiere della Maddalena, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale e associativo del territorio.
“Con questo avviso non stiamo semplicemente cercando un soggetto che gestisca uno spazio, ma vogliamo costruire insieme al territorio un progetto condiviso, con al centro il Municipio”, sottolinea l’assessore municipale con delega all’Antimafia, Andrea Visentin.
“Per questo - aggiunge Visentin - abbiamo scelto il Patto di collaborazione, uno strumento particolarmente importante perché supera la logica tradizionale dell’affidamento e mette al centro la corresponsabilità tra istituzioni, cittadini e associazioni. Significa riconoscere che i beni comuni possono essere amministrati in modo partecipato, valorizzando energie e progettualità che nascono dal basso con una regia pubblica”.
Il nuovo bando rientra in una strategia più ampia di contrasto alle mafie che passa non soltanto dall’azione repressiva, ma anche dalla capacità delle istituzioni di restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata aveva sottratto. I beni confiscati rappresentano infatti uno degli strumenti più concreti attraverso cui lo Stato afferma la propria presenza sul territorio, trasformando luoghi simbolo dell’illegalità in spazi aperti alla cittadinanza, alla cultura, all’inclusione e ai servizi.
In questo percorso, viene sottolineata anche la necessità di accompagnare le norme con risorse adeguate, continuità amministrativa e sostegno agli enti locali e alle realtà del Terzo settore impegnate nella gestione e nella valorizzazione degli immobili confiscati.
“La normativa sul riutilizzo sociale dei beni confiscati ha dimostrato di essere uno degli strumenti più efficaci nella lotta alle mafie, ma perché continui a produrre risultati è indispensabile che vengano garantite le risorse necessarie”, afferma l’ex presidente della Commissione Regionale Antimafia della Liguria, Roberto Centi.
“Confido che gli impegni pubblicamente assunti dalla Regione vengano rispettati - conclude Centi - e che questo percorso virtuoso non subisca interruzioni. Vigileremo affinché ciò accada, perché sarebbe uno schiaffo alla legalità interrompere un’esperienza che, nel giro di pochi anni, ha prodotto un’inversione di tendenza straordinaria, accelerando in modo significativo l’assegnazione e il riutilizzo sociale dei beni confiscati in Liguria”.