Si è svolto ieri presso la Prefettura di Genova il tavolo tecnico convocato per affrontare il tema delle aggressioni ai danni del personale sanitario, un confronto che la UIL FP Genova considera di assoluta urgenza politica e istituzionale alla luce del progressivo moltiplicarsi di episodi di violenza, in particolare nei pronto soccorso del territorio ligure. Nel corso dell’incontro sono state avanzate diverse proposte operative. Su alcune l’organizzazione sindacale esprime pieno consenso, a partire dall’istituzione di una linea diretta con le Forze dell’Ordine, alternativa al numero unico di emergenza, per ridurre sensibilmente i tempi di intervento quando si verifica un’aggressione. Su altre misure la posizione è invece di netta contrarietà.
Lo dichiara Marco Vannucci, Segretario Generale UIL FP Genova: "Esprimiamo una forte e motivata opposizione all’ipotesi di dotare il personale di bodycam e di organizzare corsi di autodifesa per i sanitari. Si tratta di soluzioni che scaricano sui singoli lavoratori una responsabilità che è, e deve restare, delle istituzioni, distogliendo l’attenzione dalle reali cause strutturali del fenomeno".
Per la UIL FP il fenomeno ha natura multifattoriale e chiama in causa la responsabilità collettiva delle istituzioni. È insieme una questione di sicurezza sui luoghi di lavoro e di ordine e sicurezza pubblica, che riguarda la tenuta stessa dello Stato di diritto all’interno dei presidi sanitari. Non è accettabile, né sul piano civile né su quello politico, che chi presta assistenza e cura, nell’esercizio di una funzione pubblica essenziale, sia fatto oggetto di violenza fisica da parte di chi quella cura riceve.
Anche in Prefettura la UIL FP ha ribadito le richieste avanzate da tempo: l’istituzione di un presidio fisso e permanente h24 delle forze dell’ordine e una gestione più efficace dell’iter del Trattamento Sanitario Obbligatorio. Un punto critico riguarda la fase tra proposta e convalida del TSO. Quando la convalida non arriva, il paziente spesso in stato di agitazione resta senza un quadro sanitario e giuridico definito e la sua gestione ricade interamente sul personale sanitario, già gravato da sovraffollamento e boarding massivo. Su questo aspetto, spiega Vannucci, non sono più tollerabili rinvii.
Da tempo l’organizzazione chiede contromisure concrete e strutturali per arginare un fenomeno che non può più essere derubricato a emergenza episodica. In assenza di provvedimenti chiari e tempestivi, al tavolo è stato formalmente annunciato che verranno attivate tutte le procedure a tutela dei lavoratori, compresa la mobilitazione del personale e la prosecuzione dello stato di agitazione sindacale già proclamato su tutto il territorio ligure. Le misure richieste rappresentano, come più volte ribadito, un livello minimo e non negoziabile di tutela, che le istituzioni hanno il dovere politico, prima ancora che amministrativo, di garantire. Mai come in questo caso appare corretto definirle, senza alcuna ironia, il minimo sindacale.