Attualità - 03 luglio 2026, 08:00

"Io sono qui”: via alla sperimentazione del progetto del Municipio Centro Est per persone con disabilità

Approvata all’unanimità la mozione della consigliera Olivieri (Lista Civica Silvia Salis). Nasce una rete di negozi e associazioni per donare autonomia quotidiana e ascoltare i desideri di giovani con fragilità cognitiva

Poter camminare nel proprio quartiere, entrare in un negozio di vicinato per fare un piccolo acquisto da soli o fermarsi in un luogo sapendo di essere persone accolte e riconosciute. Gesti semplici e ordinari che per ragazze e ragazzi con disabilità, in particolare di tipo cognitivo, rappresentano in realtà una conquista straordinaria e un passo decisivo verso l’indipendenza. 

È da questa visione profondamente umana e concreta che prende vita il progetto "IO SONO QUI", la cui sperimentazione sul territorio è stata appena approvata all’unanimità tramite una mozione dal Consiglio del Municipio I Centro Est di Genova, su proposta della consigliera Paola Olivieri della Lista Civica Silvia Salis Sindaca.

L’iniziativa non si pone come sostituzione di luoghi di assistenza specialistici ma ha un altro scopo, quello di ritrovare e ricostruire il senso di comunità che negli ultimi anni è andato perdendosi, facendo si che persone con disabilità possano sperimentare e conquistare l’autonomia anche tramite luoghi accoglienti e affidabili.

La riconoscibilità della rete sarà garantita attraverso un elenco delle attività aderenti e un bollino identificativo discreto.

Il nome stesso, "IO SONO QUI", racchiude un significato profondo e una doppia voce: lo dice il commerciante o l'associazione per farsi riconoscere come spazio aperto, ma lo dicono soprattutto i ragazzi e le ragazze per affermare la propria presenza, la propria visibilità e il diritto a essere visti e a costruire una vita indipendente.

Questo cambio di prospettiva si traduce in un aiuto immediato per i nuclei familiari, troppo spesso lasciati soli a gestire il peso della quotidianità. Come sottolineato con forza dalla consigliera proponente Olivieri: “Per molte famiglie questo significa poter sapere che i propri figli possono andare anche da soli, o in piccoli gruppi, in alcuni luoghi del quartiere e sentirsi accolti. Vuol dire costruire autonomia reale, ma anche alleggerire un carico che oggi spesso ricade quasi tutto sulle famiglie”.

L'approvazione della mozione impegna ora la Giunta municipale a strutturare la sperimentazione d'intesa con i vari assessorati coinvolti, definendo modalità di adesione semplici e informali, senza alcun onere economico per le casse pubbliche. Saranno inoltre promossi brevi momenti informativi e di sensibilizzazione rivolti ai soggetti che decideranno di entrare nella rete.

La vera scommessa del progetto è un’altra, quella dell’ascolto partecipato.Per rendere la rete davvero efficace, infatti, saranno consultati i ragazzi e le ragazze, per far si che diventino anche parte attiva della vita pubblica della città ma anche per comprendere quali siano i sogni e i desideri potendo così rispondere al meglio.

Si tratta di un'idea di pari opportunità che non si limita ai grandi temi ufficiali, ma si pratica nelle piccole cose, nei gesti semplici e nei luoghi che si abitano quotidianamente. In merito al ruolo delle istituzioni di prossimità in questo percorso di vicinanza ai cittadini, la consigliera Olivieri ha concluso: “Credo che il Municipio, come istituzione di prossimità, debba proprio fare questo: costruire reti e dare strumenti alle persone, soprattutto alle più fragili, perché possano essere parte attiva della vita pubblica e sociale del territorio”.