Attualità - 03 luglio 2026, 09:21

Saldi estivi al via in Liguria, Federmoda: “Cambiare data non basta, servono interventi strutturali”

Da sabato 4 luglio sconti nei negozi fino al 17 agosto. Confcommercio stima una spesa media di 201 euro a famiglia, ma la presidente Manuela Carena avverte: “Il futuro del comparto si costruisce tutto l’anno”

Partono domani, sabato 4 luglio, in Liguria come nel resto d’Italia, i saldi estivi 2026. Nella nostra regione le vendite promozionali dureranno 45 giorni e si concluderanno il 17 agosto.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 201 euro per l’acquisto di capi scontati, pari a 91 euro pro capite. A livello nazionale il giro d’affari atteso è di 3,2 miliardi di euro, con 16,1 milioni di famiglie pronte ad acquistare durante il periodo dei ribassi.

Numeri importanti per il commercio, ma che arrivano in una fase delicata per il settore moda, segnata da consumi deboli, stagioni commerciali sempre più anticipate e un mercato profondamente cambiato. Da qui la riflessione di Manuela Carena, presidente di Federmoda Confcommercio Genova e Liguria, sul dibattito legato alla tempistica dei saldi. "Se per risolvere la crisi del settore moda bastasse chiedere e ottenere dalla Regione uno spostamento della data dei saldi, noi come Federmoda Confcommercio ci saremmo attivati per farlo deliberare già da anni”, afferma Carena. “Comprendiamo perfettamente perché il tema susciti reazioni forti tra gli operatori: il disagio delle imprese è reale e nasce da stagioni commerciali sempre più anticipate, consumi deboli e da un mercato profondamente cambiato. Proprio per questo dobbiamo evitare di semplificare una tematica in realtà molto complessa e alimentare l’idea che basti spostare una data sul calendario per risolvere problemi che sono invece strutturali”.

Secondo Federmoda Confcommercio, il raggiungimento di una data unica nazionale per i saldi ha rappresentato negli anni un punto di equilibrio per il comparto, frutto del lavoro delle associazioni di categoria. Il confronto sulla tempistica, sottolinea l’associazione, può proseguire nelle sedi istituzionali, ma dentro un quadro più ampio che tenga conto anche dell’orientamento europeo verso una crescente liberalizzazione delle promozioni. “Sarebbe illusorio pensare che il rilancio del commercio moda possa dipendere esclusivamente dal calendario delle vendite di fine stagione”, aggiunge Carena.

Il tema dei saldi si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul futuro dei negozi di prossimità. A livello nazionale Federmoda è impegnata nei tavoli con istituzioni e filiera per promuovere misure a sostegno dei consumi, degli investimenti e della competitività delle imprese del settore. “I saldi restano un appuntamento importante sia per i consumatori sia per le imprese”, conclude Carena. “Come Federmoda continuiamo a ribadire che acquistare nei negozi di prossimità significa scegliere qualità, professionalità e servizio, sostenendo un tessuto imprenditoriale che rappresenta un presidio economico fondamentale per le nostre città. Allo stesso tempo, però, la competitività dei negozi si costruisce ogni giorno: attraverso formazione, specializzazione, identità, innovazione, comunicazione e una filiera più equilibrata”.

Federmoda Confcommercio ricorda anche alcune regole utili per gli acquisti in saldo. Il cambio del capo acquistato è generalmente lasciato alla discrezionalità del negoziante, salvo il caso di prodotto danneggiato o non conforme. La prova dei capi non è obbligatoria, mentre le carte di credito devono essere accettate. I prodotti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda e sul cartellino deve essere indicato il prezzo normale di vendita, lo sconto applicato e il prezzo finale, tenendo conto anche della Direttiva Omnibus sul prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi.

Redazione