Un copione ben collaudato che questa volta si è scontrato con la prontezza della vittima e con l'efficacia dei consigli di prevenzione diffusi capillarmente sul territorio dalle forze dell'ordine. Nel pomeriggio di ieri, 6 luglio 2026, nel comune di Lavagna si è consumato un tentativo di truffa aggravata che si è chiuso con un esito felice e con l'arresto in flagranza di una donna, componente attiva del raggiro.
Tutto è iniziato quando un uomo di 78 anni, residente a Lavagna, ha risposto a una telefonata sul proprio utente privato. All'altro capo si è presentata una donna che, muovendosi con abili raggiri verbali, ha finto di essere sua nuora, asserendo in modo concitato di trovarsi in ospedale a causa di un grave e improvviso malore. L'anziano, comprensibilmente allarmato dal racconto, ha subito domandato dove si trovasse il marito della donna, ovvero suo figlio. La truffatrice ha continuato a recitare la sua parte senza esitazioni, aggiungendo che anche il partner si trovava all'interno della struttura sanitaria, ma era totalmente impossibilitato a parlare. Dopo lunghi minuti di conversazione mirati a destabilizzare emotivamente il settantottenne, la finta nuora ha infine formulato la richiesta di denaro contante o oggetti preziosi, descritti come assolutamente indispensabili per poter far fronte alle cure mediche urgenti e all'acquisto dei farmaci necessari.
La telefonata da parte di un finto parente che richiede somme per superare un'improvvisa emergenza familiare costituisce uno schema criminale ricorrente, che purtroppo sul territorio nazionale ha già portato a segno innumerevoli truffe ai danni di persone indifese, soprattutto anziane. In questo caso, però, l'episodio ha preso una piega diversa proprio grazie alla campagna divulgativa posta in essere dall'Arma.
L'anziano si è infatti insospettito nel momento in cui la donna ha iniziato a pretendere non soltanto il denaro, ma anche la consegna di gioielli e ori. Senza interrompere la comunicazione, il 78enne si è spostato nell'abitazione adiacente alla sua, dove risiedono stabilmente il figlio e la vera nuora. Constatato che i due familiari stavano bene e che si trattava di una trappola, il figlio ha contattato tempestivamente il numero unico di emergenza 112, mentre il padre continuava a tenere occupata la truffatrice al telefono.
La centrale operativa ha attivato immediatamente i Carabinieri della Stazione di Lavagna che, con l'ausilio del personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sestri Levante, si sono appostati nei pressi della casa. L'operazione si è conclusa quando una quarantenne, nata in Italia ma di origini polacche, si è presentata alla porta dell'anziano per riscuotere materialmente il denaro ed è stata bloccata dai militari.
L'indagata è stata arrestata e tradotta presso la casa circondariale di Genova Pontedecimo, dove rimane a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida, fatta comunque salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.