È stata una seduta fiume, durata quattro ore e segnata da una tensione palpabile, quella del consiglio monotematico sul tema della sicurezza che questa mattina si è svolta nel salone del consiglio della Prefettura.
Un consiglio partecipato anche da residenti e commercianti che hanno partecipato come pubblico alla seduta.
Un incontro che non è stato solo un confronto tecnico ma che ha visto accendersi i toni, soprattutto nella prima parte, tra chi invoca una "regia pubblica" basata sul welfare e chi, dai banchi della minoranza, denuncia il fallimento delle politiche cittadine a fronte di un’esasperazione dei residenti ormai fuori controllo. La seduta è stata caratterizzata da momenti di estrema concitazione, culminati in una sospensione di dieci minuti decisa dalla presidenza per placare applausi e continui scambi di accuse personali.
In apertura, la Presidente Simona Cosso ha tentato di tracciare una linea di demarcazione netta tra la legittima richiesta di protezione e la strumentalizzazione politica del timore. Commentando le recenti manifestazioni di piazza, la Presidente ha espresso una netta condanna per i toni assunti in alcune zone: "La prima cosa è non fomentare la paura perché la paura, le paure si devono affrontare e non si possono strumentalizzare". Cosso ha sottolineato la responsabilità delle istituzioni nel non cedere alle derive sociali: "Abbiamo una grande responsabilità che è la responsabilità di assumere quelle che sono le istanze per chi vive ogni giorno come noi un centro storico e però in questo attivare tutti gli strumenti che possano dire non cedere davvero alla paura o anche peggio a fomentare l'odio sociale; non ne abbiamo bisogno".
Per la Presidente, il concetto di sicurezza deve essere "integrato" e non può prescindere dal riconoscimento della dignità di ogni individuo: "La sicurezza non è una privazione di diritto di cittadinanza per noi tutti, ma anche per chi non è cittadino, per chi è straniero, per chi va a lavorare mattina e lo dico anche per chi è un senza fissa dimora, lo ricordo per i tossicodipendenti perché hanno diritto ad avere un luogo dove curarsi e dove poter disintossicarsi". Cosso ha poi rilanciato il ruolo della "regia pubblica", rifiutando l'idea di delegare il controllo del territorio a pattuglie spontanee: "Questo non vuol dire delegare alle associazioni, non vuol dire delegare ai CIV, ma vuol dire che ci vuole una regia pubblica nell'animazione sociale e nella presenza fisica”.
Un punto centrale del dibattito sulla prossimità è stato sollevato dalla consigliera Daniela Marziano (Vince Genova), che ha presentato un ordine del giorno per l'attivazione e l'implementazione del servizio di "Vigile di quartiere". Marziano ha evidenziato come questa figura rappresenti un "presidio di ascolto del territorio, piuttosto che uno strumento di repressione", fondamentale per migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini. Secondo la consigliera, serve una "presenza costante giornaliera" che sappia mediare tra istituzioni e residenti, specialmente per le fasce più anziane della popolazione.
Al consiglio monotematico ha preso parte anche l’assessora comunale alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi, che ha ricordato l’operato della Polizia Locale, fornendo dati sull'impiego del personale: "Sin da inizio mandato abbiamo spinto perché ci fosse più personale possibile sulla strada. Ne abbiamo circa il 75% dei 940 agenti e funzionari che sono adesso in servizio". Tuttavia, Viscogliosi non ha mancato di evidenziare le responsabilità anche sul piano nazionale, accusando il Governo Meloni di aver lasciato soli i comuni: "L'azione di governo non ha centrato il problema e l'ha sottovalutato per 4 anni. Ha fatto quattro decreti sicurezza, ha previsto solo l'inasprimento delle pene anche sui minori ma non ha dato finanziamenti per la sicurezza urbana, banalmente per fare degli impianti di illuminazione nelle città o per aumentare il personale".
Viscogliosi ha poi chiarito la posizione della Giunta sul Vigile di Quartiere, spiegando che il servizio è già attivo sotto forma di pattuglie di quartiere che presidiano zone critiche come Piazza Colombo, via San Vincenzo e il centro storico. Ha inoltre annunciato nuovi rinforzi: “Assumeremo agenti entro il 2026 e l’anno prossimo faremo un concorso per avere una graduatoria, il nostro intento è di ampliare il più possibile i servizi di copertura che la polizia locale ci dà". L'Assessora ha infine ammonito la minoranza riguardo alla diffusione di dati che ritiene errati: "Quando diciamo che il nucleo centro storico è stato depotenziato, quando diciamo che è diventato di 12 unità, offendiamo gente che ci lavora quotidianamente. da 80 a 12 mi sembra che l'informazione sia destituita di fondamento”.
Nel dibattito è intervenuto anche il comandante Valentino Hu, responsabile del Nucleo Centro Storico della Polizia Locale, che ha espresso il "dispiacere" del corpo nel percepire un senso di insicurezza che non rende giustizia allo sforzo quotidiano. "Mi pregio di comandare un nucleo che negli anni è stato creato da zero e che al momento rappresenta un buon valore" ha spiegato il comandante, mettendo però in luce il paradosso di un impegno che spesso non trova riscontro nei risultati finali a causa dei "limiti molto stringenti dell'attuale normativa" che portano al rilascio immediato di chi viene arrestato per spaccio. Il vice comandante ha concluso con un appello sulle risorse: "Viviamo il tema della mancanza di risorse. Le risorse che abbiamo sono veramente limitate”.
Spostando l'attenzione sulla prevenzione sociale, la consigliera Paola Olivieri ha introdotto il concetto di "rigenerazione urbana partecipata" come strumento di difesa del territorio. "La sicurezza urbana non si costruisce soltanto attraverso il controllo, ma anche attraverso la cura degli spazi pubblici e la socialità" ha argomentato Olivieri, proponendo che il Municipio assuma la rigenerazione come uno strumento stabile per sottrarre piazze e vicoli all'isolamento e all'incuria. Per Olivieri, è necessario "favorire la nascita di presidi sociali diffusi e leggeri" che riportino le famiglie e i giovani a vivere attivamente lo spazio pubblico.
Il dibattito ha visto la minoranza incalzare duramente la Giunta. La consigliera Federica Cavalleri (FdI) ha denunciato l'assenza di scadenze certe per progetti come l'Osservatorio sulla sicurezza: "Se non diamo tempistiche su nulla, è un anno che state amministrando, se continuiamo a fare lo scaricabarile tra Governo, Regione e ora tra Municipio e Comune, non andiamo da nessuna parte". Il consigliere Remo Viazzi (Lega) ha invece citato dati del Sole 24 Ore per fotografare una realtà diversa da quella descritta dalla maggioranza: "Abbiamo un aumento generale delle denunce totali, una crescita della microcriminalità, lesioni personali, reati commessi da fasce sempre più giovani, risse tra spacciatori ubriachi: questa è la fotografia della realtà". Viazzi ha poi attaccato la retorica della maggioranza sulle manifestazioni: "Il problema grave è quando il centrodestra scende in piazza, perché la gente è esasperata e l'anno scorso non lo era, 2 anni fa non lo era".
Al termine di un confronto serrato, il Consiglio ha definito la sua agenda operativa attraverso il voto sui numerosi ordini del giorno:
- Riqualificazione dei sottopassi: Approvato all'unanimità l'impegno a intervenire con priorità sulla pulizia, l'illuminazione e la videosorveglianza dei sottopassi critici come Piazza Corvetto e Piazza della Nunziata.
- Tutela del Commercio: Approvato l'ordine del giorno per sostenere il commercio di prossimità come presidio di legalità, con l'impegno a rafforzare i controlli nelle aree interessate da spaccio e degrado.
- Regenerazione della Darsena: Il Municipio sosterrà il rilancio dell'area attraverso l'insediamento di 800 studenti della Marina Mercantile e la riqualificazione di edifici storici come il Metellino, trasformando la zona in un polo formativo e sociale.
- Sicurezza Integrata: Approvata la mozione di maggioranza che impegna il Municipio a costruire un modello di sicurezza che unisca interventi sociali, sanitari e urbanistici, chiedendo al contempo a Regione Liguria di potenziare i servizi per le dipendenze e la salute mentale.
- Bocciature chiave: La maggioranza ha respinto le proposte della minoranza riguardanti l'istituzione di un CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio), i presidi fissi delle forze dell'ordine durante tutto l'anno e l'assegnazione di un budget autonomo al municipio per la sicurezza.
In conclusione, il Municipio si muoverà verso un rafforzamento del ruolo di "facilitatore" tra i cittadini e il Comune, puntando su progetti di rigenerazione urbana partecipata e su un monitoraggio più stretto delle aree critiche (come l'area dell'ex Ghetto e via Pré), ma mantenendo una linea politica che rifiuta la "militarizzazione" a favore della riappropriazione sociale degli spazi.