Attualità - 09 luglio 2026, 16:10

Pegli, in mille e cinquecento senza medico di base. Bruzzone (Lista Salis): “Non basta l’aggregazione con le Case di Comunità”

Interrogazione del consigliere di maggioranza in Sala Rossa. L’assessora al Welfare, Cristina Lodi: “La mancanza di medici di medicina generale, ma anche di pediatri, nasce da una mancata o sbagliata programmazione a livello nazionale dalla formazione, fino ad arrivare ai territori”

La Casa della Comunità di Pegli, punto di riferimento del Ponente cittadino

Le Case di Comunità devono “diventare un luogo sociosanitario di integrazione con il terzo settore e con gli enti locali”, ma anche rappresentare “un presidio dove realizzare un’autentica aggregazione tra medici di medicina generale e pediatri”. L’assessora comunale al WelfareCristina Lodi, lo ha spiegato oggi pomeriggio in Consiglio Comunale a Genova, rispondendo all’interrogazione a risposta immediata che è stata presentata dal capogruppo della Lista Salis,Filippo Bruzzone, e che aveva come oggetto la mancanza di medici di base a Pegli e, in particolare, l’impossibilità per molti mutuati di trovare un sostituto che non sia a diverse delegazioni di distanza. 

Secondo Cristina Lodi, “la mancanza di medici di medicina generale, ma anche di pediatri, nasce da una mancata o sbagliata programmazione a livello nazionale dalla formazione, fino ad arrivare ai territori. Esistono studi che approfondiscono il tema, presente in tutto il paese, non tanto dei limiti di entrata nei percorsi di formazione, quanto di uscita. Pur trattandosi di una competenza che non dipende dal Comune, in tutti i casi come questi cerchiamo di collaborare con gli enti preposti per entrare nel merito dei problemi. Lo abbiamo fatto in sede Anci per due settimane rispetto alla riforma sanitaria e lo stiamo facendo sulla riforma, epocale, del sistema sociosanitario”.

A questo proposito, secondo l’assessora Lodi, “noi abbiamo sempre auspicato l’interconnessione tra questi due aspetti, sociale e sanitario, che non si conoscono a sufficienza e che dovrebbero invece lavorare assieme in maniera strutturale. Il tema di partenza è quello dei bisogni della popolazione, da capire sulla base dei dati di Regione Liguria. Riteniamo che, oltre alle Case di Comunità, il tema centrale sia quello del servizio integrato e aggregato, all’interno di queste strutture, tra medici e pediatri. Non basta aumentare il numero del carico di pazienti: il governo deve assumersene la responsabilità. Noi, come amministrazione, stiamo dando già oggi la massima collaborazione su questi temi, ma approfittiamo dell’interrogazione per dare un’ulteriore spinta alla riforma sociosanitaria”.

Nel suo intervento, Bruzzone ha fatto presente che “per troppo tempo chi ha avuto responsabilità di governo regionale ha ignorato le difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, soprattutto per le aree interne della Liguria. Oggi questa criticità interessa anche quartieri popolosi della nostra città e ci impone una riflessione sul futuro della medicina territoriale”.

Bruzzone ha ricordato come la riorganizzazione dei servizi sanitari di prossimità rappresenti una sfida decisiva. “Le Case di Comunità e i servizi sanitari aggregati possono essere strumenti fondamentali, purché resi accessibili e con dei servizi adeguati. Per questo è importante accompagnarne lo sviluppo affinché possano essere pienamente operativi e offrire ai cittadini risposte sempre più efficaci, soprattutto nei territori che oggi vivono una carenza di medici di medicina generale”.

Pur nella consapevolezza che l’organizzazione della medicina generale non rientri nelle competenze dirette del Comune, Bruzzone ha sottolineato l’importanza della collaborazione istituzionale: “Il diritto alla salute è un obiettivo comune. Tutti i soggetti coinvolti devono continuare a lavorare insieme affinché situazioni come quella di Pegli trovino una soluzione nel più breve tempo possibile. Quando parliamo di servizi essenziali, ciò che conta è dare risposte concrete ai cittadini. Continueremo a seguire con attenzione questa vicenda, con spirito costruttivo: ok al momento il servizio aggregato come soluzione ponte, ma garantire un medico di famiglia significa garantire un presidio fondamentale di prossimità e di tutela della salute”.