Nelle ultime settimane la consigliera comunale Sara Tassara è stata bersaglio di una violenta campagna di odio sui social, in seguito alla diffusione di un estratto del suo intervento nel Consiglio comunale del 30 giugno, estrapolato dal contesto del dibattito sulla mozione contro l'hate speech.
Tra i messaggi pubblicati compaiono minacce, auguri di violenza sessuale, insulti misogini e pesanti offese personali, rivolte anche ai suoi familiari. A fronte della gravità dei contenuti diffusi, la consigliera ha conferito mandato ai propri legali affinché vengano valutate e intraprese le opportune azioni giudiziarie nei confronti degli autori dei messaggi più gravi.
Quanto accaduto rende ancora più attuale il significato della mozione contro l'hate speech, approvata dal Consiglio comunale con l'obiettivo di contrastare i linguaggi d'odio e difendere la qualità del confronto democratico.
"Ho scelto di fare politica mettendoci il volto e le idee. Le critiche fanno parte del confronto democratico e non mi sono mai sottratta al dibattito, anche quando è acceso. Ma c'è un confine che non può essere superato: quello delle minacce, degli auguri di violenza e degli insulti rivolti a una persona e alla sua famiglia. Quel confine è stato oltrepassato."
Il confronto politico può essere anche duro, ma non può mai degenerare nell'intimidazione o nella delegittimazione personale. Estrapolare poche parole dal loro contesto e rilanciarle sui social può contribuire ad alimentare un clima di ostilità che nulla ha a che vedere con il legittimo dissenso democratico.
"Ho deciso di tutelare me stessa e la mia famiglia nelle sedi competenti perché ci sono comportamenti che non possono essere considerati normali né tollerati. Mi auguro che su questo non esistano divisioni politiche. Il rispetto delle persone viene prima di ogni appartenenza ed è il presupposto indispensabile per un confronto democratico serio e per istituzioni credibili."