All’indomani della pronuncia della sentenza di primo grado nel processo per il crollo del Ponte Morandi, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio 24. Un discorso incentrato sul rispetto del percorso giudiziario, sulla profonda vicinanza ai familiari delle 43 vittime e sul dovere prioritario delle istituzioni nell'assicurare la sicurezza e la costante efficienza della rete infrastrutturale nazionale.
Il presidente ligure ha voluto innanzitutto rimarcare il valore del pronunciamento del Tribunale, pur ribadendo che nessuna sentenza potrà mai lenire la sofferenza di chi ha perso i propri cari quel drammatico 14 agosto: "La sentenza rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia. Nessuna decisione, però, può colmare il dolore delle famiglie, alle quali rinnoviamo la nostra più sincera vicinanza".
Nel commentare il verdetto, Bucci ha espresso il massimo rispetto per l'autonomia della magistratura, evidenziando la rilevanza di questo primo verdetto per l'intera comunità: "Non sta a me giudicare le sentenze e non le commento, anche perché non ho tutti gli elementi per farlo - ha proseguito - Ma è un primo passo: c'è stato un tribunale che ha preso una decisione, e questo è importante per i parenti delle vittime, per la città e per il sistema Paese. Abbiamo il dovere, come amministratori pubblici, di contribuire alla continua manutenzione delle infrastrutture e l'unico modo in cui possiamo veramente dimostrare che ricordiamo le 43 vittime è lavorare per fare in modo che queste cose non succedano più".
Il governatore ha poi ripercorso il periodo in cui ha guidato la città in veste di sindaco e commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto, un'impresa titanica affrontata grazie alla coesione dell'intero territorio: "Ho vissuto la tragedia fin dal primo momento e, come commissario, ho avuto l'onore e la responsabilità di svolgere un lavoro che non è stato facile, ma che abbiamo portato avanti con l'aiuto di tutti e della città stessa. Genova ha fatto moltissimo per aiutare le persone sfollate, per la costruzione del nuovo ponte e per affrontare le difficoltà di collegamento di una città che era stata divisa in tre, con notevoli difficoltà di collegamento tra una parte e l'altra".
In conclusione, il presidente Bucci ha analizzato le peculiarità della Liguria, un territorio fragile dal punto di vista orografico che richiede sforzi straordinari e continui per essere preservato e messo in sicurezza: "In Liguria da quattro anni e mezzo abbiamo molti cantieri perché dobbiamo mettere a posto strade e autostrade - ha concluso il presidente - In un territorio come il nostro la rete autostradale è un continuo susseguirsi di tunnel e ponti: sono infrastrutture difficili da realizzare e da mantenere, ma non possiamo esimerci da questo compito. Dobbiamo continuare a occuparci di infrastrutture e manutenzione, fondamentali per la nostra nazione, perché non possiamo permetterci che vengano trascurate o abbandonate. Questa storia ce lo ha insegnato nel modo più tragico, con la perdita di 43 vite: la cosa migliore che possiamo fare per ricordarle è non venire meno al nostro dovere".