Piccapietra, eppur (qualcosa) si muove. L’operazione di rilancio del quartiere, cuore della city genovese, è lenta e faticosa, ma qualche tassello sta per andare nella direzione giusta e potrà fare da innesco ad altri processi virtuosi.
È vicinissimo alla firma l’accordo tra Bper, proprietaria dell’immobile dell’ex Rinascente, e Primark, il colosso irlandese dell’abbigliamento low cost, che comprerà i muri dalla banca e aprirà il suo store genovese; c’è un interessamento, anche se ancora molto embrionale, da parte di una cordata di imprenditori per far ripartire il Moody, sul lato opposto; ci sono i lavori previsti per lo sbarco del format LaEsse, nato da una costola di Esselunga, per l’ex filiale della Bnl in largo San Giuseppe.
E poi, c’è l’operazione probabilmente più attesa e al momento più avviata: nella parte più degradata di via XII ottobre - laddove un tempo si trovava il negozio Must Music, specializzato in attrezzature per il suono, e poi vi è stato anche un temporary store del Genoa, in quei muri da tempo senza inquilino e su quel marciapiede diventato dormitorio per senzatetto - aprirà prossimamente un nuovo ristorante etnico, una proposta assolutamente innovativa per la città, con una formula importata da altri capoluoghi italiani e dall’estero che sta riscuotendo un particolare successo.
L’idea è di un gruppo di imprenditori cinesi, noti in città perché già impegnati nella gestione sia del locale presso Scalinata Borghese ad Albaro, sia di un locale presso la galleria commerciale Waterfront Mall. La società si chiama ZHC srl, come risulta dalla cartellonistica di cantiere affissa sulla porta del negozio (dove si parla di “adeguamento tecnico sanitario”): una compagine nata tra Milano e Genova, con attività in continua espansione e ulteriori progetti per il capoluogo ligure che verranno annunciati prossimamente.
È l’ennesimo ristornate etnico a Piccapietra: ve ne sono altri due affacciati verso piazza Corvetto, oltre ad alcuni nelle cosiddette ‘gallerie’. Alcuni commercianti storcono un po’ il naso, alcuni cittadini pure, ma il pensiero comune è che una luce accesa e un’insegna illuminata, con un’attività all’interno e i clienti sia a pranzo che a cena, sono pur sempre meglio dell’abbandono, del buio e della sporcizia.
I locali in questione erano stati visionati in passato anche da altri imprenditori, ma alla fine l’hanno spuntata i cinesi, che hanno ottenuto il permesso a costruire dal Comune di Genova nell’ottobre del 2025. Tra i ristoratori che si erano affacciati in centro c’è anche il gestore dello storico ‘Veximà’ di Voltri, un punto di riferimento assoluto per quanto riguarda la farinata.
I lavori all’immobile di via XII ottobre 37 sono affidati a un’impresa milanese, su progetto dell’architetto Marco Ghibaudo, considerato un ‘guru’ per quanto riguarda il restyling di vecchie attività e la progettazione di nuove. Da approfondire i tempi di apertura: tutto dipenderà da come proseguirà il cantiere, ma l’aspetto importante è che nel quartiere è tornato un certo movimento dal punto di vista commerciale.
Una svolta in positivo che è ben vista anche dal Comune di Genova. La Civica amministrazione, da parte sua, sta pensando da tempo a un progetto di rilancio complessivo di piazza Piccapietra. Come? Attraverso un concorso internazionale di idee. L’assessora comunale all’Urbanistica, Francesca Coppola, ha spiegato nelle scorse settimane che il bando è in fase di preparazione, in collaborazione con l’Ordine degli architetti: “Sarà un concorso d’alto profilo, con l’obiettivo di ricucire il legame tra la piazza e la città, che oggi ne è completamente esclusa. È previsto un percorso partecipativo che coprirà le spese di progettazione, sarà un bando integrato con le linee guida presentate al Mipim di Cannes, che rappresentano la visione dell’amministrazione. L’obiettivo è rivitalizzare il tessuto commerciale e portare in zona persone anche oltre l’orario d’ufficio”. Anche i locali, sempre più locali, potranno fare la loro parte.