Attualità - 20 luglio 2026, 15:13

Villa San Teodoro rinasce dopo la riqualificazione: inaugurato il nuovo polo per accoglienza, inclusione e Housing First

Lo storico immobile di Sampierdarena ospiterà un centro diurno, appartamenti per percorsi di autonomia e attività aperte al quartiere. Investiti oltre 2,4 milioni di euro tra fondi Pnrr e comunali

È stata inaugurata questa mattina Villa San Teodoro, lo storico edificio di via Dino Col 13, a Sampierdarena, completamente riqualificato grazie a un intervento finanziato con oltre 1,4 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, a cui si aggiunge un ulteriore milione di euro stanziato dal Comune di Genova.

Dopo anni di inutilizzo, la struttura torna così a vivere come nuova stazione di posta e presidio di comunità, con l'obiettivo di offrire un sostegno concreto alle persone senza dimora e a chi si trova in condizioni di fragilità. Il progetto punta infatti a superare il semplice modello assistenziale, affiancando all'accoglienza percorsi personalizzati di inclusione, orientamento e accompagnamento verso l'autonomia.

La nuova Villa San Teodoro sarà uno spazio aperto alla città, dove servizi diurni, attività sociali e relazioni con il territorio si integreranno per costruire opportunità di reinserimento sociale. Al suo interno troveranno posto attività di ascolto, orientamento, case management, laboratori e iniziative condivise con scuole, associazioni e realtà del quartiere.

"La marginalità non può essere una condizione che le istituzioni si limitano ad amministrare o contenere: il nostro compito è creare, insieme alle persone, le condizioni affinché chi è in difficoltà possa uscirne, rispettando i tempi e costruendo percorsi adatti alle diverse fragilità – ha dichiarato la sindaca Silvia Salis –. Villa San Teodoro nasce da questa impostazione: la casa come punto di partenza, affiancata dall'ascolto, dall'accesso ai servizi e da un accompagnamento educativo nella vita quotidiana. Qui le persone troveranno accoglienza, ma anche strumenti per recuperare autonomia, relazioni e stabilità".

La sindaca ha inoltre sottolineato il valore della restituzione dell'immobile alla città: "Trasformiamo uno spazio rimasto inutilizzato per anni in un presidio aperto anche al quartiere. Le attività condivise con scuole, associazioni e realtà territoriali sono una parte essenziale del progetto, perché l'inclusione si costruisce dentro la comunità e attraverso le relazioni".

Sul fronte dei lavori di recupero è intervenuto l'assessore ai Lavori pubblici e al Pnrr Massimo Ferrante, evidenziando come l'intervento abbia consentito di restituire a Sampierdarena "un immobile totalmente sicuro dal punto di vista statico e sismico", trasformando "un potenziale fattore di degrado in una risorsa strutturale sicura e duratura per l'intera città".

L'assessora al Welfare Cristina Lodi ha invece posto l'accento sull'approccio innovativo del progetto: "Con Villa San Teodoro attiviamo una risposta di welfare innovativa, che supera la vecchia logica dell'assistenzialismo o del semplice dormitorio temporaneo. Questo spazio integrerà i servizi diurni con percorsi di autonomia e stabilità per i nuclei familiari in difficoltà, applicando i principi dell'Housing First".

Il nuovo polo è composto da un centro diurno, già operativo, e da un servizio di cohousing in fase di avvio. Il centro offre un servizio ad accesso libero dedicato al primo ascolto e all'orientamento, con valutazione dei bisogni delle persone accolte e accompagnamento verso i servizi presenti sul territorio, dalle mense ai dormitori, fino agli uffici pubblici. Nei casi più complessi vengono predisposti percorsi personalizzati insieme ai servizi sociali.

Per quanto riguarda l'accoglienza residenziale, Villa San Teodoro dispone di sei appartamenti destinati ai percorsi di Housing First, nei quali la casa rappresenta il punto di partenza del reinserimento sociale. Attualmente sono già ospitate sette persone. È inoltre in fase di attivazione un appartamento in coabitazione da sei posti, dove gli ospiti saranno accompagnati da educatori e operatori sociali nello sviluppo delle competenze necessarie per una piena autonomia abitativa.

Il progetto comprende anche numerose iniziative aperte al territorio, tra cui orto sociale, "Pranzo in Villa", percorsi di educazione digitale, cantoterapia e atelier espressivi, con l'obiettivo di contrastare la solitudine e favorire la partecipazione alla vita del quartiere.

Redazione