Politica - 21 luglio 2026, 17:30

"Quel video è schifoso": Salis in sala rossa attacca il filmato realizzato con l'IA dal generale Vannacci

La polemica sul filmato in cui si inneggia alla morte dei leader dell’opposizione al governo irrompe nel dibattito sui 25 anni del G8. "Bisogna avere il coraggio di condannare tutte le violenze e tutti gli incitamenti all’odio, senza doppi standard"

La memoria del G8, le ferite ancora aperte della Diaz e di Bolzaneto, il ruolo delle forze dell’ordine, ma anche una polemica tutta politica che guarda all’attualità sono stati occasione per la sindaca Silvia Salis di chiudere il dibattito in Consiglio comunale dedicato ai venticinque anni del G8 di Genova con un intervento che ha intrecciato il ricordo del luglio 2001 alle tensioni del presente.

Il passaggio più duro è arrivato sul finale, quando la prima cittadina ha chiamato in causa il video circolato nelle ultime ore, girato con l’intelligenza artificiale, che mostra il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci vestito da generale romano che ordina di uccidere i suoi ‘nemici’ politici, tra cui Conte e Schlein. “Inneggiare alla morte in un'arena di leader dell'opposizione è una vergogna- ha detto Salis -. Bisognerebbe avere il coraggio di postare quel video e scrivere, come partito di governo, “questo video ci fa schifo”.

Parole che hanno acceso ulteriormente un confronto già intenso, nato da un documento promosso dalla maggioranza e dal gruppo PD per ricordare il G8 a venticinque anni di distanza e provare a ricomporre una memoria ancora profondamente divisiva per la città.

Nel suo intervento Salis ha ricordato la figura dell'allora sindaco Giuseppe Pericu, ricordando la complessità del ruolo istituzionale ricoperto durante i giorni del vertice. “Mi dà un grande senso d’angoscia pensare alla posizione nella quale è stato il sindaco Giuseppe Pericu in quei giorni, da un lato rappresentante della Repubblica sul territorio di Genova e tutore della città, dall'altro preoccupato per tutto quello che stava accadendo”.

La sindaca ha poi raccontato di essere stata invitata alla proiezione del film Diaz a Palazzo Ducale, confessando di non averlo mai visto. “Solo il trailer mi mette un’angoscia tale che non ho mai avuto il coraggio di guardarlo. Non c’è niente di più spaventoso della violenza gratuita verso chi è inerme”. Un riferimento che ha riportato il dibattito a una delle pagine più controverse del G8, ancora oggi al centro del confronto pubblico e istituzionale. 

Salis ha inoltre rivendicato la propria presenza alle iniziative commemorative di questi giorni, dalla cerimonia in piazza Alimonda alla fiaccolata verso la scuola Diaz, respingendo le accuse di chi ha letto quei gesti come una presa di posizione contro le forze dell’ordine: “Io faccio parte di una forza di polizia perché sono un agente di polizia penitenziaria e credo fondamentale il ruolo delle forze dell’ordine in questo Paese. Non ero in piazza Alimonda per esaltare chi le attacca”.

Secondo la sindaca, però, sostenere il lavoro delle forze di polizia non significa rinunciare a una riflessione critica su quanto accadde durante il G8. “Bisogna saper distinguere tra una gestione corretta dell’ordine pubblico e una gestione che porta a comprimere le manifestazioni e conduce verso scontri violentissimi”. Da qui uno dei passaggi più forti del suo intervento: “Quella fu la più grande sospensione dei diritti civili dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Non possiamo cancellarlo”.

“Sarebbe molto sbagliato ricondurre tutto il G8 agli scontri” ha ricordato le mobilitazioni del Genoa Social Forum e le migliaia di persone che parteciparono alle manifestazioni. Secondo Salis, molte delle rivendicazioni avanzate allora si sono dimostrate lungimiranti. “Quei giovani chiedevano pace, solidarietà tra i popoli, misure contro la povertà globale. Non mi sembrano richieste irragionevoli”.

La sindaca ha parlato anche di un “tradimento” delle aspettative che quelle generazioni avevano riposto nella politica internazionale. “Anche il tradimento della fiducia che i giovani avevano nella politica mondiale fa parte della storia del G8 ed è importante ricordarlo”. 

La sindaca ha inoltre precisato che l’iniziativa contestata a Palazzo Ducale non era organizzata dal Comune di Genova e che i contenuti espressi durante quell’evento non erano riconducibili all’amministrazione. “Non ho alcun problema a prendere le distanze da quelle dichiarazioni”. Da qui il collegamento con il video circolato nelle ultime ore. “Ho visto prendere le distanze da Letizia Moratti, che ha avuto il coraggio di dire che quel video è schifoso. Bisogna avere il coraggio di condannare tutte le violenze e tutti gli incitamenti all’odio, senza doppi standard”.

Nelle conclusioni, Salis ha infine invitato la città a guardare oltre le divisioni. “Ci soffermiamo troppo poco sul fatto che Genova nel 2001 fu scelta per ospitare il G8 perché era considerata il centro della discussione politica mondiale”, ha affermato. Un richiamo al ruolo internazionale che la città ricoprì in quei giorni e che, secondo la sindaca, dovrebbe rappresentare ancora oggi una prospettiva per il futuro. “Genova era stata scelta come capitale mondiale del dialogo politico. Forse è proprio a quella dimensione che bisognerebbe tornare”.


 


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