A un mese dall’inaugurazione del primo Centro per la Giustizia Riparativa della Liguria, la struttura di via Mascherona 21entra nel vivo delle sue attività comunitarie e formative con un articolato ciclo di seminari promosso dal Centro per approfondire gli aspetti normativi, culturali e operativi del nuovo paradigma introdotto dalla Riforma Cartabia nella gestione dei conflitti e del reato.
Il primo appuntamento si terrà oggi dalle 17 alle 19, presso la sede del Centro. L’incontro vedrà un confronto aperto tra i mediatori della struttura e il Professor Mitja Gialuz, Ordinario di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Genova e tra i massimi esperti nazionali della materia, già membro del gruppo di lavoro ministeriale per la disciplina della giustizia riparativa. Al centro del dibattito vi saranno le opportunità aperte dalla Riforma Cartabia e le prospettive operative del progetto “Modera”, coordinato dall'avvocato Raffaele Caruso.
L'avvio dei seminari rappresenta un tassello fondamentale nel percorso del Centro, nato lo scorso giugno come presidio di riferimento per l'intero Distretto della Corte d'Appello di Genova con l'obiettivo di favorire percorsi di mediazione, responsabilizzazione e riparazione del danno tra vittime, autori di reato e comunità.
«Con l’apertura del Centro a giugno abbiamo piantato il seme di una rivoluzione culturale per la nostra città- dichiara l’assessora Cristina Lodi- passare da una visione del reato unicamente punitiva a una prospettiva capace di curare le ferite e ricostruire il tessuto sociale. L’avvio di questo ciclo di seminari dimostra che il Centro non è solo un presidio di garanzia e applicazione della legge, ma un cantiere vivo di pensiero, dialogo e formazione. Far incontrare l'eccellenza accademica come il Professor Gialuz con gli operatori del territorio e i cittadini significa dare gambe alla Riforma Cartabia, trasformando Genova in un laboratorio di coesione sociale e di nuova umanità».
L'incontro del 23 luglio inaugura un calendario di appuntamenti che si svilupperà nei prossimi mesi. Il ciclo si propone di offrire occasioni permanenti di confronto rivolte a operatori della giustizia, professionisti, enti locali, associazioni e singoli cittadini, consolidando il Centro di via Mascherona come uno spazio aperto alla città in grado di coniugare innovazione sociale, ricomposizione dei conflitti e costruzione della comunità.