Cultura e spettacoli - 23 luglio 2026, 14:03

L'inquietudine e la fede: al Museo Diocesano una mostra svela il Fellini spirituale

Da lunedì 27 luglio al 14 agosto 2026 l'esposizione “Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro”. Un viaggio tra i ricordi, i film e un incontro speciale sul legame tra il cardinal Siri e "La dolce vita"

Un ritratto intimo, profondo e inedito di uno dei più grandi maestri del cinema mondiale. Da lunedì 27 luglio fino al 14 agosto 2026, i locali del Museo Diocesano di Genova ospiteranno la mostra-progetto “Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro”, promossa da ACEC Liguria e Fondazione San Lorenzo in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell'Università Pontificia Salesiana, l'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Alberto Marvelli" e il Centro Culturale Paolo VI di Rimini.

Il titolo dell'esposizione riprende una celebre e toccante confidenza che Federico Fellini affidò all'amico e giornalista Sergio Zavoli: "Ho bisogno di credere. È un bisogno né vivo né maturo, per la verità, un bisogno infantile di sentirmi protetto, di essere giudicato benevolmente, capito e possibilmente perdonato".

La mostra si sviluppa attraverso diciotto grandi e suggestivi pannelli che ripercorrono l'immaginario religioso e le contraddizioni presenti nella filmografia del cineasta riminese, cinque volte premio Oscar.

Il percorso espositivo mette in luce l'inquietudine, la curiosità e l'apertura spirituale di Fellini attraverso sequenze ed episodi iconici della sua produzione artistica, dal celebre "sassolino del matto" in La strada al pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore ne Le notti di Cabiria, fino alla statua di Cristo in volo sui cieli di Roma in La dolce vita. Trovano spazio anche le atmosfere del collegio religioso e l'incontro con il cardinale in 8 e 1/2, la recita del martirio della Santa in Giulietta degli spiriti, il passaggio del transatlantico Rex in Amarcorde la visionaria sfilata di abiti ecclesiastici in Roma. Arricchiscono infine l'itinerario vari estratti e fotogrammi da Lo sceicco bianco, Il Bidone, I Clown, Casanova, La città delle Donne e La voce della Luna, sua ultima opera.

Ad accompagnare la mostra anche un volume di studi e testimonianze che approfondisce aspetti biografici e artistici poco noti, dal sodalizio con la moglie Giulietta Masina ai film della cosiddetta "Trilogia della Grazia", fino al rapporto giovanile con il mondo cattolico e all'amicizia con i padri Gesuiti Arpa, Taddei e Fantuzzi.

Redazione