Dopo le accuse di Federico Bogliolo, presidente del Municipio Levante, consigliere regionale (Vince Liguria) e vice coordinatore regionale di Liguria Insieme, contro la giunta Salis, i consiglieri del Partito Democratico Davide Natale e Simone D’Angelo respingono al mittente le critiche e contestano il legame tra l’aumento delle tariffe e il mancato via libera al termovalorizzatore.
Per i due esponenti dem, chiamare in causa oggi un impianto che richiederebbe anni per entrare in funzione serve soltanto a spostare l’attenzione dalle responsabilità accumulate nella gestione del ciclo dei rifiuti. “Le dichiarazioni di Bogliolo sembrano arrivare direttamente da Zelig”, attaccano Natale e D’Angelo. “Pensare di collegare gli aumenti della Tari a un termovalorizzatore che, anche se oggi si decidesse di costruirlo, non entrerebbe in funzione prima di diversi anni, è un capolavoro di confusione economica prima ancora che politica”.
Bogliolo aveva criticato l’incremento del 5,7% approvato dal Comune, denunciando la presenza di cassonetti pieni e rifiuti sui marciapiedi e segnalando una riduzione di cinque operatori Amiu nel solo Municipio Levante.
Il presidente del Municipio aveva inoltre chiesto alla giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis di chiarire la propria posizione sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e sulla realizzazione del termovalorizzatore. “Aumentare le bollette del 5,7% con una città invasa dai rifiuti sui marciapiedi non è tollerabile”, aveva dichiarato Bogliolo. “La colpa non è degli operatori sul campo, ma di chi governa Tursi e rifiuta di affrontare i problemi reali”.
Una ricostruzione respinta dai due consiglieri regionali del Pd, secondo i quali le ragioni dell’aumento sarebbero da ricercare nella crescita dei costi di smaltimento e nelle carenze impiantistiche maturate negli anni precedenti. “I cittadini pagano oggi bollette più care per ragioni ben note a Bogliolo: l’aumento dei costi di smaltimento, l’assenza di impianti intermedi e la totale mancanza di politiche efficaci per la riduzione dei rifiuti”, affermano.
Per Natale e D’Angelo, le responsabilità ricadrebbero quindi sulla Regione e sulle precedenti amministrazioni comunali guidate dall’attuale presidente della Regione Marco Bucci. “In poche parole, una Regione che ha abdicato al proprio ruolo e un sindaco, Marco Bucci, che per sette anni non ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare”, proseguono.
Secondo i due consiglieri, il termovalorizzatore non potrebbe in ogni caso rappresentare una risposta immediata al rincaro sostenuto oggi da famiglie e imprese. “Tirare fuori oggi un impianto che, nella migliore delle ipotesi, vedrebbe la luce tra sette anni significa prendere in giro i genovesi anziché affrontare i problemi del presente”.
Natale e D’Angelo chiamano quindi direttamente in causa Bucci, invitandolo a intervenire personalmente nel dibattito sulla gestione dei rifiuti. “Se davvero Bucci vuole parlare di rifiuti, non lo faccia per interposta persona. Ammetta che la pianificazione regionale è fallita, apra un tavolo con le Regioni limitrofe, metta in campo tutte le sinergie possibili e costruisca finalmente una pianificazione seria”.
Una strategia che, secondo il Pd, dovrebbe tenere insieme impianti, riduzione della produzione dei rifiuti e contenimento dei costi a carico dei cittadini. “Serve una pianificazione capace di guardare al futuro e alle nuove sfide del settore, con l’obiettivo di alleggerire il peso economico che oggi grava su famiglie e imprese”.
La replica si chiude con un ultimo affondo rivolto a Bogliolo e al presidente della Regione. “Basta bugie e improbabili teatrini. Noi siamo a disposizione per una discussione seria, perché l’aumento delle tariffe ha un nome e un cognome: Marco Bucci”.