In vista della manifestazione sulla sicurezza in programma questa sera, sabato 25 luglio, nel quartiere di San Fruttuoso, arriva una presa di posizione da parte di alcune realtà politiche e associative del territorio che intervengono sul dibattito aperto nelle ultime settimane nel quartiere. L'iniziativa di oggi era stata annunciata nei giorni scorsi, con un presidio in piazza Martinez nato per richiamare l'attenzione sul tema della sicurezza e del degrado percepito nella zona, dopo una serie di episodi che hanno alimentato le preoccupazioni di residenti e commercianti.
Ora, attraverso una nota congiunta, Spi Cgil Bassa Val Bisagno, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano e Partito Comunista dei Lavoratori propongono una lettura differente del fenomeno. Secondo i firmatari, l'aumento della percezione di insicurezza sarebbe legato principalmente "a una generalizzata e accresciuta incertezza economica e sociale" – dovuta a guerre, precarietà del lavoro, difficoltà della sanità, delle pensioni e della scuola – oltre che a "un costante e decennale bombardamento mediatico, centrato sulla paura del 'diverso' e dello straniero".
Nel documento si sostiene che alla domanda di maggiore sicurezza non si debba rispondere con un inasprimento delle misure repressive, ritenute "storicamente inefficaci", ma attraverso un rafforzamento degli investimenti nei servizi sociali, culturali, scolastici e nella prevenzione del disagio. "I soldi ci sono – si legge nella nota – basta stornarli dall'economia di guerra e dalla repressione per investirli nei servizi".
Ampio spazio viene dedicato anche al tema delle politiche migratorie. I firmatari ritengono che un approccio esclusivamente repressivo finisca per trasformare migranti in persone irregolari, ricattabili e facilmente sfruttabili, alimentando ulteriormente situazioni di marginalità. Per questo, sostengono, "la sicurezza nei nostri quartieri passa anche attraverso il ribaltamento di queste politiche xenofobe".
Nella nota viene inoltre esclusa la volontà di organizzare una contromanifestazione rispetto all'iniziativa di oggi. Secondo i promotori della nota, una mobilitazione contrapposta avrebbe soltanto contribuito a dare maggiore visibilità all'evento e avrebbe potuto favorire tensioni, come già accaduto in occasione di analoghe iniziative in altri quartieri cittadini.
La proposta avanzata è invece quella di promuovere un incontro pubblico con i cittadini per affrontare "le vere cause dell'insicurezza sociale", coinvolgendo istituzioni, amministrazioni locali e residenti in un percorso di confronto. L'obiettivo, spiegano, è costruire "un approccio inclusivo, solidale e gioioso", puntando sulla socialità e sulla coesione come strumenti per migliorare la qualità della vita nei quartieri.