Cronaca - 25 luglio 2026, 10:31

Notte di follia in carcere a Marassi, detenuto devasta la cella e minaccia gli agenti con le sbarre di ferro

L'uomo ha divelto le inferriate e minacciato il personale, mentre altri reclusi soffiavano sul fuoco. La situazione è tornata alla normalità dopo due ore grazie al blitz della Polizia Penitenziaria. Il sindacato SAPPE: "Situazione inaccettabile"

Una notte di altissima tensione ha scosso la Casa Circondariale di Marassi, dove il personale di Polizia Penitenziaria ha sventato una grave emergenza provocata dalle intemperanze di un detenuto.

A denunciare l'accaduto è Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE): "Nella notte di ieri, intorno alla mezzanotte, un detenuto ristretto nella sesta sezione, classificato ai sensi dell'articolo 32 dell'Ordinamento Penitenziario, per futili motivi ha completamente devastato la propria cella. È riuscito a divellere parti metalliche delle finestre, piegando e rompendo le sbarre della cella, fino ad uscire dal locale e rimanere all'interno della sezione armato dei ferri utilizzati per la devastazione".

Il detenuto, brandendo le sbarre divelte, ha minacciato gli agenti, mentre altri ristretti in isolamento lo incitavano. Tra questi, un detenuto in regime di Alta Sicurezza ha versato olio sul pavimento per ostacolare l'intervento. L'operazione, durata circa due ore, si è conclusa intorno alle 2 del mattino senza feriti, grazie al coraggio e alla lucidità degli operatori. Nel pomeriggio il responsabile è stato trasferito in un altro istituto con l'ausilio dei kit antisommossa.

Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: "Esprimo piena solidarietà ai poliziotti di Marassi, protagonisti dell'ennesimo intervento ad altissimo rischio, e manifesto profonda preoccupazione per questa ormai inaccettabile spirale di violenza che continua a caratterizzare gli istituti penitenziari italiani, sia per adulti sia per minorenni. Una situazione aggravata dal gravissimo sovraffollamento di Marassi e dalla presenza di detenuti appartenenti alle più diverse tipologie criminali, costretti a convivere in circuiti penitenziari sempre più difficili da gestire, assegnati a Genova da un ufficio regionale (di Torino!) che evidentemente sconosce la complessità del carcere genovese".

Capece rinnova l'appello per dotare il Corpo dello spray al peperoncino: "Si tratta di uno strumento di dissuasione non letale, già largamente utilizzato dalle Forze di Polizia di molti Paesi, indispensabile per gestire soggetti violenti e non collaborativi, spesso in stato di alterazione psicofisica. È una dotazione che consentirebbe di ridurre i rischi per gli operatori e per gli stessi detenuti, evitando il ricorso a interventi più invasivi".

Il SAPPE conclude chiedendo risposte strutturali e immediate: "Non bastano più attestati di solidarietà dopo ogni episodio di violenza. Occorrono interventi strutturali e immediati per garantire sicurezza, legalità e condizioni di lavoro dignitose negli istituti penitenziari. In particolare – conclude Capece – il Ministero della Giustizia deve finalmente porre rimedio alla penalizzante riorganizzazione del 2016, riaprendo a Genova il Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria della Liguria. È incomprensibile che una regione con le peculiarità e le criticità della Liguria continui a dipendere dal Provveditorato del Piemonte, con inevitabili ricadute negative sulla tempestività delle decisioni e sulla gestione degli istituti penitenziari liguri".

Redazione