L’attentato al Pride di Berlino, con una vittima e 29 persone ferite, arriva in Consiglio comunale a Genova come simbolo di un clima di odio e violenza che continua a colpire la comunità LGBTQIA+. A portare il tema all’attenzione dell’aula è stato il consigliere Edoardo Marangoni, che ha richiamato la necessità di una risposta istituzionale forte, non solo sul piano concreto ma anche su quello simbolico.
“Non lo dico da temerario, ma è questa la lezione di Berlino: senza la paura non può esistere il coraggio per camminare a testa alta”, ha dichiarato Marangoni, ricordando come l’attentato abbia colpito una comunità già esposta a episodi di discriminazione e aggressione. “Perché sì, noi camminiamo a testa alta, nonostante tutto, nonostante le violenze e nonostante la paura. Perché sì, è la paura il sentimento che certamente unisce in un’unica e unitaria rete tutte le persone LGBTQIA+ nel mondo. E non può che essere così”.
Nel suo intervento il consigliere ha ricordato anche i dati sulle violenze omolesbobitransfobiche registrate in Italia nell’ultimo anno, citando il report di Arcigay che ha rilevato 127 azioni violente di odio tra maggio 2025 e maggio 2026, oltre ad altri episodi di aggressioni e intimidazioni avvenuti nei mesi scorsi. Al centro dell’interrogazione la delibera di giunta 185/2026, con cui il Comune ha rafforzato le azioni di prevenzione e contrasto alle discriminazioni e alle violenze fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, prevedendo anche la possibilità per l’amministrazione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali relativi a reati di matrice omolesbobitransfobica.
A rispondere è stata l’assessora Rita Bruzzone, che ha sottolineato il valore politico della scelta compiuta dalla giunta. “Questa amministrazione ha scelto, attraverso la delibera 185 del 2026, di scegliere da che parte stare: quella che va nell’indirizzo del contrasto e della prevenzione delle discriminazioni e delle violenze su orientamento sessuale e identità di genere”, ha spiegato.
Secondo Bruzzone, la possibilità di costituirsi parte civile rappresenta un modo concreto per affiancare le vittime e ribadire il ruolo delle istituzioni. “Il fatto di essere stata discriminata e isolata è proprio il motivo che ci ha indotto ad adottare questa delibera, perché il coraggio di questa città deve essere proprio quello di essere accanto a una comunità, perché la comunità naturalmente è LGBTQIA+”.
L’assessora ha poi richiamato anche il significato dell’attentato di Berlino: “È un atto terroristico assolutamente e come tutti gli atti terroristici naturalmente va condannato, ma non può diventare un veicolo politico solo per l’atto che è gravissimo terroristico, perché in questo caso l’atto terroristico si è compiuto verso una comunità che deve ricevere tutta la nostra solidarietà”.
Nella replica, Marangoni ha definito la delibera un provvedimento dal valore simbolico molto forte. “Quando una persona viene aggredita in ragione del proprio orientamento e della propria identità, quella persona si sente sola, si sente con tutto il mondo contro, impotente, aggredita e offesa. È proprio allora che le serve come l’aria sapere che accanto a lei ci sono le istituzioni, lo Stato”, ha affermato.
Per il consigliere, la presenza del Comune accanto alle vittime rappresenta un cambio di prospettiva: “Sarà preziosissimo quindi che ci sia il Comune di Genova, che le tenderà la mano, e starà al suo fianco, e si costituirà parte civile nel procedimento. È tantissimo”.
Marangoni ha poi rivendicato il ruolo della nuova amministrazione nel costruire una città più inclusiva, ricordando le iniziative sui diritti, il riconoscimento dei figli delle coppie composte da due donne, l’istituzione dell’ufficio LGBTQIA+ e il lavoro per rendere Genova una città accogliente anche sul piano turistico e culturale.
In apertura di seduta del Consiglio Comunale, anche il consigliere Filippo Bruzzone ha preso parola presentando una mozione per esprimere solidarietà alla comunità LGBTQIA+ di Berlino “che è stata vittima di un attentato che è da condannare. Non volevamo unirci al silenzio istituzionale che ne è seguito quindi ci sembrava doveroso fare almeno questa brevissima dichiarazione”.
Alle parole di Bruzzone sono seguite le solidarietà da parte dei partiti della minoranza. Primo a esprimersi Pietro Piciocchi per Vince Genova, a cui hanno fatto seguito Alessandra Bianchi per Fratelli d’Italia, Ilaria Cavo per Noi Moderati, Francesco Maresca per il gruppo misto e Paola Bordilli per la Lega.
Proprio Bordilli ha spiegato: “Ringrazio il consigliere Bruzzone con cui abbiamo lavorato anche su altri temi, devo dire che come gruppo diamo la totale solidarietà su fatti che non devono mai accadere nelle nostre città e speriamo vivamente che tutti possano prendere parte a una solidarietà che riteniamo doverosa”.