“Il pensiero principale come sindaca di questa città è capire in che modo si continuerà a garantire l’attività del nostro stabilimento e quindi la continuità del lavoro”.
Così la sindaca di Genova Silvia Salis dopo l’incontro che questo pomeriggio la prima cittadina ha avuto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, avvenuto in videoconferenza.
Al centro del confronto a cui ha preso parte anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, le prospettive dello stabilimento genovese alla luce ella recente sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni.
“È diffusa una certa apprensione per la gara che sembrava avere un soggetto interessato, Jindal, un soggetto pronto a partecipare ma in questo momento, dopo quello che è successo a Milano, le carte in tavola cambiano” ha spiegato Salis ai cronisti presenti.
Al centro soprattutto la tutela del lavoro e Salis ha ribadito come anche il ministero sia stato colto di sorpresa dal cambio repentino delle carte in tavola: “L’oggetto della gara - ha continuato la Prima Cittadina - cambia a tutti gli effetti. Quello che ci ha detto è che ora apriranno diversi tavoli di confronto che partiranno all’inizio della settimana prossima e ha garantito, come ha garantito ai sindacati che ho sentito questa mattina per quanto riguarda la parte genovese, che non si discuterà di aree fino a che non sarà chiaro qual è il destino industriale, quindi finché non sarà comprensibile quali sono i piani per i vari stabilimenti e in generale per la produzione dell’acciaio nel nostro Paese”.
Sul tema della produzione, è difficile ancora capire quale possa essere il futuro dell’impianto di Cornigliano. “È aperta una gara - ha continuato Salis - il fatto che cambi l’oggetto cambia anche le carte in tavola e in questo senso potrebbe aprirsi uno spiraglio di speranza per la quale ovviamente non c’è ancora niente in tavola, ma solo ipotesi”.
La sindaca specifica poi che cambiando l’oggetto della gara potrebbe cambiare la disponibilità e potrebbero esserci nuovi interessanti. “Parlando solo di freddo, la situazione potrebbe cambiare per cui è bene che la gara rimanga aperta e si colga la disponibilità di altri soggetti, magari anche nazionali, a poter entrare in gara”.
Circa i tempi, Salis ha aggiunto che il Ministero è stato molto chiaro: “Il ministro Urso ha fatto sapere che si devono svolgere tutti i tavoli di trattativa, quindi p importante che abbiano i loro tempi, abbiano le loro evoluzioni. Anche la parte dei lavoratori ha detto che per tutto agosto sarà comunque al tavolo a vedere quelle che sono le evoluzioni”.
Si parla dunque dell’anno in corso la gara, di modo da dare tempo a soggetti nazionali e non solo che possano essere interessati di presentare le domande e di partecipare dunque al bando. A proposito Salis prosegue: “È evidente che c'è anche una certa fretta, un’apprensione nel capire quali sono le mosse successive per un gruppo che, devo dire, io ho incontrato personalmente, sono venuti qui a Genova, venuti anche con una spedizione molto nutrita, presentando il loro nome che è un nome con un oggetto ampissimo perché Jindal fa veramente qualsiasi cosa, per cui sono un gruppo molto potente, molto radicato che ci teneva a presentarsi alla città”.
Ancora: “In questo senso loro sono detti già disponibili fin da subito a partecipare comunque, però è ovvio che ci vorrà più tempo e quindi noi stiamo a vedere. Da sindaca dico che condividiamo le preoccupazioni dei lavoratori e vogliamo avere chiaro anche noi quello che sarà il destino e il futuro del nostro stabilimento”.
Ora si apre una fase di trattativa in cui il Comune si è detto disponibile a partecipare qualora fosse necessario: “Siamo in costante contatto - ha concluso Salis - continueremo ad avere scambi. In questo momento da sindaca devo dire che questa notizia porta apprensione. È importante tutelare il lavoro e tutelare la produzione del nostro Paese. In questo momento abbuiamo visto quanto è importante essere indipendenti. Non esserlo ha conseguenze anche geopolitiche di peso per la Nazione, in Europa e nel mondo”.
Anche il governatore Bucci, attraverso una nota, è intervenuto sul tema: "La decisione della magistratura che riguarda l'ex Ilva impone la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni. Nel corso della videoconferenza convocata questo pomeriggio dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ho ribadito che lo stabilimento di Genova Cornigliano rappresenta un asset strategico per la siderurgia italiana e che la tutela dell'occupazione e della continuità produttiva del sito devono restare priorità assolute. Ho rinnovato la richiesta al Governo di mantenere un confronto costante con il territorio affinché ogni decisione tenga conto delle esigenze di Genova, dei lavoratori e dell'intero comparto industriale. In un momento così complesso è fondamentale preservare le competenze e il patrimonio industriale che il nostro territorio esprime".
"Regione Liguria continuerà a lavorare in piena collaborazione con Governo, organizzazioni sindacali e tutti i soggetti coinvolti - conclude Bucci - perché l'obiettivo è sempre quello di salvaguardare il lavoro e il futuro del polo siderurgico di Cornigliano. Oggi più che mai servono responsabilità, dialogo e unità d'intenti".
Nel corso del videocollegamento, Urso ha anche dato conto degli esiti del confronto che si è tenuto a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali, nel quale è stato annunciato l’avvio, a partire da martedì, di un tavolo tecnico con tutti i Ministeri coinvolti e le parti sociali.
COLAUTTI (USB): “PRONTI A MOBILITAZIONE”
"Il tavolo odierno rappresenta per noi una resa di Stato. Siamo pronti alla mobilitazione, la tregua è finita, pretendiamo risposte e le pretendiamo subito”. Lo ha detto Sasha Colautti, dell’Usb, al termine del tavolo a Palazzo Chigi sull’ex Ilva. La sentenza della Corte d'Appello di Milano “di fatto impone un percorso di chiusura che si consumerà nei prossimi 90 giorni. Il governo e i commissari straordinari lo descrivono come un fatto inevitabile, a cui non possono rispondere con scelte tecniche e politiche che possano permettere di gestire in tempi rapidi quanto richiesto nella sentenza. Per noi è inaccettabile, una risposta che ci sembra quasi l’occasione, per l’esecutivo, di alzare le mani e abbandonare il terreno della strategia industriale, che noi chiediamo da tempo”, afferma Colautti. Per l’Usb “l’unica soluzione resta la nazionalizzazione di Acciaierie d'Italia” e bisogna “individuare strumenti straordinari – reddito di transizione pagato al 100% per tutti i lavoratori, il riconoscimento del lavoro usurante per i siderurgici – per tutti i lavoratori”.
UILM: “NO SOLDI PUBBLICI A PRIVATI STRANIERI MA A COMUNITÀ”
“La sentenza mette una pietra tombale. Non è più il tempo dei proclami e dei fallimenti sotterrati ma quello di prendersi le proprie responsabilità. Partiranno dei tavoli la prossima settimana, con anche le istituzioni locali e regionali”. Lo ha detto il leader della Uilm, Davide Sperti, al termine del tavolo a Palazzo Chigi sull’ex Ilva.
“È il momento di trovare delle soluzioni per tutti i lavoratori. Dopo 20 decreti salva-Ilva, che non hanno salvato nessuno e che ci hanno portati a questo punto, vogliamo un solo decreto che si occupi dei lavoratori e della città. Non soldi pubblici a privati stranieri per licenziare, ma alle comunità per riappacificarsi e trovare soluzioni alternative”, ha chiosato.