Il direttore della struttura complessa di Ortopedia e traumatologia d'urgenza dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, Federico Santolini, è indagato dalla Procura per falso materiale e falso ideologico nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di una paziente di 62 anni, Giada Ferrero, deceduta il 14 novembre dello scorso anno durante un intervento chirurgico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, la donna era stata sottoposta a un'operazione per una frattura scomposta del bacino. Nel corso dell'intervento si sarebbe verificata la rottura della punta di un trapano utilizzato per praticare i fori nell'osso. In una prima fase dell'indagine era stata ipotizzata una possibile lesione di un vaso sanguigno provocata dal frammento, ma i consulenti nominati dalla Procura hanno successivamente escluso che la rottura dello strumento abbia avuto un ruolo causale nel decesso. L'accusa contestata a Santolini riguarda invece la redazione del verbale operatorio. Secondo l'ipotesi della Procura, il primario avrebbe omesso di indicare la rottura della punta del trapano e non avrebbe riportato l'identità del chirurgo che eseguì materialmente l'intervento.
Santolini e gli altri medici indagati sono difesi dall'avvocato Antonio Rubino. "Per i miei assistiti è già un sollievo importante che la perizia abbia escluso la rottura della punta del trapano, evento molto comune in questo tipo di interventi, come causa della morte", afferma il legale, contattato dall'Adnkronos. Quanto all'accusa di falso, Rubino sostiene che Santolini "è un professionista serio e competente, assolutamente sereno perché non ha voluto nascondere nulla". Interpellato sulla vicenda, l'ospedale San Martino ha fatto sapere di essere "a completa disposizione delle autorità competenti, fiducioso dell'operato della giustizia".