Cambia il volto dell'assistenza alle persone senza dimora e con forti fragilità a Genova. Il Comune ha avviato la progettazione di un nuovo sistema cittadino di presa in carico che entrerà ufficialmente in funzione a fine anno, puntando su equipe multidisciplinari diffuse in tutti i Municipi e su una stretta sinergia con il Terzo Settore.
Nell'attesa del debutto del nuovo modello, l'amministrazione ha già potenziato per i mesi estivi la rete di prossimità sul territorio per offrire riparo, orientamento e supporto alle persone in difficoltà.
Per affrontare i mesi più caldi, il Comune ha rafforzato il gruppo operativo interistituzionale composto da Polizia Locale, Unità Operativa Cittadini Senza Territorio (UOCST), Educativa Territoriale di Strada, SERD e Centro di Salute Mentale. La squadra effettua sopralluoghi congiunti per individuare le situazioni di maggiore vulnerabilità e accompagnare le persone verso i servizi diurni o i posti letto notturni.
A fare il punto sulla situazione è l’assessore al Welfare Cristina Lodi: “Il sistema di accoglienza cittadino si sta evolvendo verso una risposta sempre più mirata ai diversi bisogni delle persona senza dimora, offrendo accoglienza specialistica alle persone con problematiche di dipendenza che, grazie al lavoro degli operatori di strada, vengono intercettate sul territorio e scelgono di aderire a un percorso di sostegno e inclusione e grazie anche alla struttura Odissea che mette a disposizione 17 posti per persone con dipendenze che vengono intercettate sul territorio”.
I dati del primo semestre del 2026 confermano l'importanza cruciale della presenza degli operatori nei quartieri genovesi. Tra gennaio e giugno sono stati effettuati oltre 500 interventi di strada, mentre il centro diurno di Vico Croce Bianca ha registrato nello stesso periodo più di 5.000 accessi al servizio docce.
L'azione sul territorio risponde a un bisogno in costante aumento, caratterizzato da un quadro clinico e sociale sempre più complesso: “Attualmente - spiega Lodi - gli operatori operano sul territorio di tutti i Municipi cittadini, svolgendo attività di ascolto, orientamento, accompagnamento ai servizi e costruzione di relazioni di fiducia. Nel periodo gennaio-giugno 2026 sono stati realizzati più di 500 interventi sul territorio, a conferma del ruolo strategico delle attività di prossimità nell'intercettare situazioni di fragilità spesso invisibili e nell'attivare tempestivamente percorsi di sostegno e inclusione sociale. Negli ultimi periodi, nel territorio del Comune di Genova si registra un progressivo aumento delle persone con dipendenza, con l’evidenza di patologie spesso di natura psichiatrica”.
Per coordinare il passaggio verso il nuovo sistema, si è riunito il primo tavolo di lavoro integrato che vede collaborare i servizi comunali (Unità Operativa Adulti Inclusione e Contrasto alla Povertà, UOCST e Pronto Intervento Sociale) con dieci importanti realtà del Terzo Settore. Al progetto prendono parte Fondazione San Marcellino, Associazione San Marcellino, Afet Aquilone, Il Ce.Sto, Croce Rossa Italiana, CEIS, Music for Peace, Cooperativa Il Melograno, Comunità San Benedetto e Cooperativa Agorà.
L'obiettivo condiviso è superare la logica dell'intervento d'emergenza per offrire un percorso continuativo che accompagni la persona verso l'autonomia.
“L'obiettivo è superare un modello basato esclusivamente sull'intervento di prossimità per realizzare un sistema strutturato, nel quale le Unità di Strada diventino il primo punto di accesso a un percorso di presa in carico integrata. Non solo attività di aggancio sul territorio, dunque, ma un accompagnamento continuo verso i servizi sociali e sanitari, le opportunità di accoglienza e i percorsi di autonomia e inclusione” conclude l'assessora.