Attualità - 31 luglio 2026, 08:00

Gorreto, la riserva sul Trebbia torna a crescere: "Pescatori da tutta Italia e dall'estero"

Dopo lo stop forzato per la pandemia, il piccolo comune dell'Appennino registra numeri positivi. Il sindaco Saredi: "Acque pulite e natura incontaminata, un'eccellenza che crea turismo"

Non serve andare troppo lontano da Genova per trovare uno dei tratti più suggestivi dell'Appennino ligure: risalendo la Statale 45 della Val Trebbia, tra raschi, buche e lame d'acqua cristallina, si raggiunge Gorreto, piccolo comune di appena 84 abitanti al confine con Piemonte ed Emilia-Romagna. Fu proprio in questa valle che, secondo quanto si tramanda, Ernest Hemingway transitò durante la Seconda guerra mondiale, definendola "la valle più bella del mondo". Un'eredità che ancora oggi accompagna il territorio e, in particolare, la riserva di pesca sul Trebbia che da tre anni sta vivendo una nuova fase di crescita, attirando pescatori da tutta Italia e anche dall'estero.

Ad accompagnare il rilancio è Alessandro Renna, che per il Comune segue direttamente la gestione della riserva. L'area non è una novità: dal 2006 al periodo della pandemia era gestita dall'Associazione Pescatori Alta Val Trebbia. Con il Covid l'attività si è progressivamente fermata fino alla chiusura e, dopo un anno di inattività, nel 2023 il Comune ha deciso di ripartire. "All'inizio con un po' di difficoltà", racconta Renna, "però poi pian piano sta crescendo il numero anche dei pescatori".

Anche il sindaco Paolo Saredi legge il percorso come una crescita graduale: "Il 2023 è stato il primo anno dopo la riapertura, non è stato semplice, abbiamo avuto anche qualche problema; il 2024 è andato abbastanza bene, nel 2025 abbiamo iniziato a consolidare e nel 2026 possiamo guardare al futuro".

La riserva si sviluppa per circa 4 chilometri di fiume, dei quali due effettivamente destinati alla pesca, suddivisi in due aree dalle caratteristiche opposte: la zona "cattura", dove ogni permesso consente di trattenere cinque pesci, e la zona "no kill", o "trofeo", riservata esclusivamente alla pesca a mosca, dove è possibile praticare il catch and release senza limiti trattenendo però un solo esemplare al giorno, purché superiore ai quaranta centimetri. Ogni settimana viene effettuata la semina, prevalentemente di trote fario e iridee, "in modo tale che comunque tutti i pescatori possano avere delle gratificazioni". In entrambe le zone il permesso ha il medesimo costo, con la sola differenza che quella dedicata alla pesca a mosca è a numero chiuso e accessibile solo su prenotazione tramite l'albergo ristorante Miramonti, così da garantire il giusto spazio lungo le rive.

I numeri confermano il momento positivo: nei primi tre mesi della stagione 2026, aperta il 29 marzo, sono stati rilasciati circa 500 permessi, contro i circa 1.500 dell'intera stagione precedente. Se l'andamento dovesse proseguire con questo ritmo, il risultato del 2025 potrebbe essere raggiunto già a metà stagione. La pesca rimane aperta fino alla prima domenica di novembre, un mese oltre la chiusura prevista dal calendario nazionale, grazie a una deroga concessa dalla Regione Liguria, che il sindaco Saredi tiene a sottolineare insieme al lavoro di Federico Marenco della Direzione generale agricoltura, aree protette e natura.

Durante l'estate la diminuzione della portata del Trebbia porta inevitabilmente a un calo degli accessi: in alcune settimane, però, l'apertura della diga del Brugneto per l'irrigazione delle coltivazioni di pomodoro del Piacentino aumenta temporaneamente il livello del fiume, migliorando le condizioni di pesca, come è accaduto anche lo scorso luglio.

A presidiare la riserva ci sono due guardiapesca, Livio e Samuele, che non si limitano ai controlli: "Accompagnano i pescatori lungo il fiume, indicano i punti migliori e danno anche una mano a chi è alle prime armi", spiega Renna. Per pescare nella riserva non è necessario possedere la licenza governativa: Comune e hotel Miramonti rilasciano infatti un permesso giornaliero, applicando le regole previste dalla regione di provenienza del pescatore, con alcune agevolazioni, come lo sconto del 50% riservato in Liguria agli over 65.

L'impatto economico ricade soprattutto sull'Albergo ristorante Miramonti, che basa gran parte della propria attività su pescatori e motociclisti e riesce così a mantenere occupate le camere anche nei periodi di bassa stagione. A questi si aggiungono il B&B Jolly e le altre strutture dell'Alta Val Trebbia, territorio che comprende otto comuni e circa 2.500 residenti.

La clientela arriva soprattutto da Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, ma non mancano gli stranieri. Renna cita pescatori provenienti dal Sudafrica e dagli Stati Uniti e racconta anche un episodio curioso: un magnate texano del petrolio, dopo un paio di giorni trascorsi a Portofino sul proprio yacht, avrebbe chiesto di essere accompagnato fino a Gorreto per andare a pescare proprio nel Trebbia. Anche Saredi conferma una presenza sempre più internazionale, con arrivi da Stati Uniti, Australia e Francia. Nelle scorse settimane la riserva ha ospitato un fly fishing club di Parma e l'amministrazione sta valutando di riproporre le giornate dedicate ai più giovani, già organizzate in passato.

Per il sindaco il punto di forza della riserva è la combinazione tra qualità della pesca e contesto naturale: "Pesce di alta qualità, natura incontaminata, un fiume che negli ultimi anni è stato pescabile praticamente per tutta la stagione". Poi si sbilancia: "A livello nazionale non ha nulla che non vada, anzi credo sia la migliore in Italia, e forse anche in Europa". Gli obiettivi, però, non mancano: Saredi indica come priorità il potenziamento della vigilanza lungo il fiume, "il mio unico cruccio", e l'ampliamento del tratto effettivamente fruibile della riserva. Sullo sfondo resta anche il progetto di ripopolare gli affluenti del Trebbia con trote autoctone, frenato però dall'incertezza normativa sulle specie che possono essere utilizzate per la semina.