Attualità - 02 agosto 2026, 12:41

Caldo estremo e cambiamenti climatici: anche gli impianti degli alberi si adeguano e a Genova arrivano quelli tropicali

Il Settore Verde di Aster ha variato le sue strategie e lavora in costante evoluzione con il principale obiettivo di far sopravvivere il verde pubblico alle ondate di calore

Il Settore Verde di Aster alle prese con l'irrigazione del verde urbano

Ancora ondate di calore particolarmente elevato nella nostra città e in tutta la regione. Su Genova, dopo una giornata da bollino arancione, la Protezione Civile ha diramato il grado di allerta massima, emettendo il bollino rosso.

Intanto, oltre alle persone, anche le piante in città sono costrette a fare i conti con le temperature alte, l’umidità fuori controllo e la mancanza di piogge. Pure questo è l’effetto dei cambiamenti climatici e la situazione del verde cittadino ne risente, non solo in termini di manutenzione, ma anche di gestione degli impianti attuali e futuri. 

A raccontare processi e cambiamenti è Giuliano Pastorino, responsabile del Settore Verde di Aster, l’azienda che si occupa di lavori pubblici e di manutenzioni per conto del Comune di Genova.

“È un fatto ormai acclarato - spiega l’esperto - che a Genova attecchiscono e possono vivere alberi e piante che prima mai ci saremmo sognati di mettere. Così come accade l’inverso, ovvero che ci troviamo a vedere in sofferenza specie che prima di queste ondate di caldo anomalo stavano benissimo”. 

Anche i criteri di sistemazione del verde da parte di Aster sono di conseguenza cambiati, seguendo le ‘pazzie’ del clima. O almeno provandoci. “Abbiamo iniziato con cautela - prosegue Pastorino - a fare qualche inserimento nuovo: piante che, ad esempio, prima potevamo pensare di mettere solamente sulla costa, e che ora invece attecchiscono anche nelle vallate”. 

Tra queste ci sono il Brachychiton rupestris, detto anche albero a bottiglia per via della sua forma, il Callistemon, noto anche come spazzola di bottiglia per via della forma particolare dei suoi fiori, la Koelreuteria, albero che proviene dalla Cina e dalla Corea, il Myoporum, noto per la sua grandissima resistenza, e la Jacaranda, con i suoi bellissimi fiori viola.

“In particolare la Jacaranda in Italia esisteva solamente a Palermo. Ma in questi ultimi anni sta risalendo a poco a poco verso il Nord Italia, e spesso trova il suo giusto habitat. A Genova, ad esempio, la abbiamo collocata in piazza Caricamento. Il Callistemon, invece, è stato scelto per via Sampierdarena: da notare che prima esisteva solamente come arbusto, mentre adesso viene posizionato anche come alberetto. Il Brachychiton lo abbiamo iniziato a sperimentare sei anni fa: è molto resistente a lunghi periodi senz’acqua”. 

Pastorino fa notare che “in conseguenza del cambiamento degli impianti, sono cambiate anche le lavorazioni da parte dei vivai, dove si trovano specie che prima non esistevano in Italia. Quindi è vero: il nostro lavoro è in costante evoluzione, anche perché la priorità è mettere a terra piante che possano vivere e stare bene”. 

Altrettanto, si pensa a curare quello che esiste già: “Le caducifoglie resistono meglio rispetto alle conifere, il platano non ha particolari problemi, mentre incontriamo maggiori sofferenze con l’ippocastano”. 

Per curare tutto questo patrimonio verde, anche in concomitanza con le ondate di caldo, Aster scende in campo con la sua struttura. L’azienda partecipata del Comune di Genova gestisce ottantasette impianti di irrigazione automatica, distribuiti nei principali parchi cittadini e nelle aree verdi di maggior pregio, da Nervi Villa Duchessa di Galliera, da corso Italia alla Foce, fino alla passeggiata di Pegli e a piazza Bonavino

Gli impianti vengono realizzati sulla base della programmazione del Comune di Genova, mentre Aster ne cura la gestione, la manutenzione e la regolazione quotidiana, anche attraverso sistemi di telecontrollo che consentono di ottimizzare i consumi idrici e intervenire tempestivamente in caso di necessità. A questa rete si affiancano sei mezzi dotati di cisterna, impegnati quotidianamente nelle irrigazioni di soccorso dei giovani alberi e degli arbusti recentemente messi a dimora, le piante più vulnerabili agli effetti delle alte temperature. 

“Il cambiamento climatico ci impone una gestione del verde sempre più scientifica e specializzata - conclude Pastorino - Il nostro compito è preservare il patrimonio verde della città utilizzando nel modo più efficiente possibile le risorse disponibili e seguendo le indicazioni dei nostri agronomi e tecnici”.