Politica - 04 agosto 2026, 20:07

Scolmatore del Bisagno, scontro in Consiglio regionale: attacco del PD su tempi e scavi, Giampedrone difende il cantiere

Sanna e D'Angelo (PD) denunciano incertezze sulla data del 1° gennaio e sulla gestione dei materiali. L'assessore replica: "Polemiche pretestuose, cantiere regolare: da settembre ritmo fino a 40mila metri cubi al mese"

Non si placa lo scontro politico attorno al tema dello Scolmatore del Bisagno e del suo cantiere. 

A margine delle risposte fornite in aula dalla Giunta durante il Consiglio regionale, i consiglieri del Partito Democratico Armando Sanna e Simone D'Angelo hanno espresso forti perplessità sull'andamento dell'opera, parlando di mancanza di chiarezza sui tempi di consegna, sui costi aggiuntivi e sulla destinazione del materiale di scavo. Di parere opposto l'assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone, che ha respinto le critiche definendole pretestuose e ha rassicurato sulla piena operatività dei lavori.

Secondo il capogruppo dem Armando Sanna e il consigliere Simone D'Angelo, le spiegazioni fornite dalla Giunta non avrebbero dissipato i dubbi sull'infrastruttura. Al contrario, per gli esponenti del PD restano aperti interrogativi sulla destinazione di centinaia di migliaia di metri cubi di materiale non riutilizzabile e sull'impatto del traffico pesante in Val Bisagno, dove i residenti convivono con cantieri operativi ventiquattr'ora su ventiquattro. I consiglieri hanno espresso forti perplessità sulla possibilità che l'opera entri in funzione il prossimo 1° gennaio, denunciando anche le ripercussioni sul litorale ligure per la mancanza di risorse certe destinate al ripascimento degli arenili.

"Le risposte fornite oggi dall’assessore Giampedrone non fanno chiarezza. Al contrario, confermano che sullo Scolmatore del Bisagno regnano incertezza e improvvisazione. Restano senza risposta troppe domande sui tempi di conclusione dei lavori, sulla gestione del materiale di scavo, sui costi aggiuntivi e sulle conseguenze che questi ritardi stanno producendo sulla Val Bisagno e sul litorale ligure. Dalle parole dell’assessore emerge una gestione che procede per tentativi, rincorrendo i problemi. Un approccio che mette a rischio la sicurezza della città e scarica le conseguenze sui cittadini. I Comuni hanno bisogno di risorse vere, tempi certi e risposte immediate, non dell’ennesimo annuncio". "Dalle parole dell’assessore emerge una gestione che procede per tentativi, rincorrendo i problemi. Un approccio che mette a rischio la sicurezza della città e scarica le conseguenze sui cittadini della Val Bisagno, costretti a convivere da mesi con cantieri e impianti aperti ventiquattr’ore su ventiquattro e con disagi ormai oltre il limite della sopportazione. Anche sui controlli e sulle misure di mitigazione continua a mancare quella chiarezza che lo stesso Comune di Genova sta chiedendo. Su un’opera di questa portata servono certezze, non continui cambi di rotta", ha aggiunto D’Angelo, consigliere regionale del PD.

"I ritardi dello Scolmatore non stanno compromettendo soltanto la sicurezza idraulica di Genova, ma hanno effetti pesantissimi anche sul nostro litorale. Oggi Giampedrone ha promesso che la Regione troverà le risorse per sostituire il materiale di scavo che non potrà essere utilizzato per il ripascimento degli arenili. Prendiamo atto dell’impegno, ma finora abbiamo ascoltato soltanto parole. I Comuni hanno bisogno di risorse vere, tempi certi e risposte immediate, non dell’ennesimo annuncio", ha concluso poi Sanna.

L'assessore Giacomo Raul Giampedrone ha risposto in aula alle interrogazioni dei consiglieri di minoranza, rivendicando l'operato della struttura commissariale nella gestione di un'opera complessa e fondamentale per la sicurezza idraulica della città. Giampedrone ha confermato che entro la fine di agosto verranno raggiunti ulteriori 25 mila metri cubi di materiale scavato e che da settembre, con l'avvio del turno serale e l'entrata a pieno regime dell'impianto, il ritmo di avanzamento salirebbe a una media compresa tra i 30 e i 40 mila metri cubi al mese. Relativamente al materiale rimosso, l'assessore ha chiarito che verranno effettuate verifiche tecniche per valutarne la compatibilità: se idoneo sarà destinato al ripascimento come da VIA, altrimenti verrà impiegato in altre opere compatibili, riducendo lo smaltimento come rifiuto a un'ipotesi del tutto residuale.

"Ancora una volta assistiamo a polemiche che non trovano riscontro nell'andamento del cantiere dello Scolmatore. Chi oggi solleva dubbi pretestuosi dovrebbe invece riconoscere il lavoro della struttura commissariale, che sta portando avanti una delle opere più importanti di sicurezza idraulica del Paese, affrontando e superando inevitabili complessità tecniche e garantendo continuità operativa. Non esiste alcuna incertezza sul riutilizzo dei materiali scavati: esistono al contrario piani di lavoro ben definiti e una gestione del materiale che verrà affrontata sulla base delle verifiche della compatibilità del materiale con il tipo di riutilizzo. Entro la fine di agosto è previsto il raggiungimento di ulteriori 25 mila metri cubi di materiale scavato e da settembre, con l'impianto a pieno regime e l'avvio anche del turno serale, il ritmo di avanzamento salirà a una media compresa tra 30 e 40 mila metri cubi di scavo al mese. Proprio nel corso del mese di settembre sarà inoltre fatto un punto di aggiornamento sia sull'andamento delle lavorazioni che sugli esiti delle verifiche relative alla qualità de nuovo materiale scavato e alle sue tempistiche e possibili modalità di riutilizzo. Se il materiale risulterà idoneo al ripascimento, sarà destinato a questo utilizzo come da previsione di VIA. In caso contrario, l'obiettivo sarà il suo riutilizzo in altre opere compatibili, limitando al massimo la necessità di smaltimento come rifiuto, che rappresenta comunque un'ipotesi residuale. Tutte le valutazioni attualmente in corso sono di natura tecnica e vengono effettuate nel rispetto delle autorizzazioni previste. Il cantiere sta lavorando al massimo della capacità consentita su tutti i fronti di lavoro e continuerà a farlo fino alla fine dei lavori. In questi mesi abbiamo affrontato e superato criticità importanti, dalle interdittive antimafia poi annullate fino al montaggio della talpa, non previsto nella configurazione iniziale dell'opera, garantendo sempre e comunque la piena operatività del cantiere. Continueremo a lavorare con questo approccio fino al completamento dell'intervento, senza lasciarci distrarre da polemiche che riteniamo esclusivamente strumentali da parte di chi, anziché collaborare, si augurerebbe piuttosto che quest’opera non venisse portata a termine. Stiamo parlando di un'infrastruttura molto complessa nella sua realizzazione e assolutamente fondamentale per la sicurezza di Genova e della Liguria".  

Redazione


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