Attualità - 06 agosto 2026, 11:12

Addio a Francesco Guccini: il 'Maestrone' si è spento all'età di 86 anni

I funerali in forma privata, poi una cerimonia commemorativa pubblica a settembre

L'Italia della musica perde una delle sue voci più autorevoli. È morto all'età di 86 anni Francesco Guccini, cantautore, scrittore e poeta, protagonista assoluto della canzone d'autore italiana. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia.

Nato a Modena il 14 giugno 1940 e cresciuto tra l'Emilia e l'Appennino, Guccini ha attraversato oltre mezzo secolo di storia culturale del Paese, raccontando con le sue canzoni temi come la memoria, il tempo, la politica, gli affetti e le contraddizioni della società. Autore di 18 album in più di quarant'anni di carriera, ha firmato alcuni dei brani più amati del repertorio italiano, tra cui La locomotiva, Eskimo, Cyrano, Autogrill e L'avvelenata, oltre ad aver scritto canzoni diventate celebri anche grazie a interpreti come Equipe 84 e Nomadi.

Accanto alla musica ha coltivato con successo anche la carriera di scrittore, pubblicando numerosi romanzi e saggi che hanno confermato la profondità del suo talento narrativo.

I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata, nel rispetto della volontà della famiglia. A settembre sarà invece organizzata una cerimonia commemorativa che consentirà ai tantissimi ammiratori di ricordare e salutare uno degli artisti che più hanno segnato la storia della musica italiana.

IL SUCCESSO COME AUTORE, IL DEBUTTO SOLISTA E LA MATURITÀ ARTISTICA

Dopo le prime esperienze giovanili come giornalista alla Gazzetta di Modena e il lavoro nelle orchestre da balera, il cantautore sceglie la strada degli studi universitari a Bologna e, nel 1965, inizia una ventennale attività di docente di lingua italiana per la sede cittadina del Dickinson College.

A metà degli anni Sessanta Guccini si impone all'attenzione generale come autore di testi storici per l'Equipe 84 e I Nomadi, firmando pietre miliari come Auschwitz e Dio è morto. Il debutto solista arriva nel 1967 con l'album Folk Beat n°1, ma è negli anni Settanta che la sua carriera trova la definitiva consacrazione artistica. Opere come Radici del 1972, trainato da La Locomotiva, Via Paolo Fabbri 43 del 1976 con l'iconica L'avvelenata, e Amerigo del 1978 segnano indelebilmente la canzone d'autore italiana e inaugurano lo storico sodalizio con il chitarrista Flaco Biondini.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta il cantautore approfondisce il racconto sociale e la riflessione intima in dischi di grande successo come Metropolis, Signora Bovary, Quello che non... e Parnassius Guccinii, collezionando plurimi riconoscimenti tra cui diverse Targhe Tenco. Nel 1989 si apre una nuova stagione creativa con l'esordio nella narrativa con il romanzo Cròniche epafàniche, che darà il via a una lunga e fortunata produzione letteraria. La sua discografia si arricchisce in seguito di brani di enorme impatto emotivo come Cirano, Vorrei e Ho ancora la forza, scritta insieme a Luciano Ligabue.

Dopo aver pubblicato l'album Ritratti nel 2004, Guccini sceglie nel 2012 di congedarsi dall'attività discografica in studio con L'Ultima Thule, disco inciso nel mulino di famiglia a Pàvana. Negli anni successivi partecipa a progetti benefici e iniziative simboliche, come la nuova versione di Crêuza de mä pe Zêna incisa nel 2020 per l'inaugurazione del nuovo ponte di Genova. Il legame con la musica non si interrompe: tra il 2022 e il 2023 torna sul mercato discografico con i progetti di cover Canzoni da intorto e Canzoni da osteria, a cui fa seguito nel 2024 la pubblicazione di uno speciale 45 giri dedicato a Bella ciao.

IL CORDOGLIO DEL MONDO DELLA MUSICA

Tantissimi sono i messaggi di cordoglio e i ricordi che la comunità musicale e non solo hanno voluto dedicare al Maestrone.

La Pfm, via social, ha salutato Guccini con parole semplici: "Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te. Sarai sempre qui, anche se in un’altra dimensione. Continua a scrivere". Anche Gianni Morandi ha affidato ai social il suo omaggio al cantautore: "Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n’è andato un vero poeta. Ciao Francesco".

"Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene". Così Luciano Ligabue sui suoi social ricorda il grande cantautore Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni. Un legame, quello tra i due artisti, suggellato dalla collaborazione nel film 'Radiofreccia' del 1998, esordio alla regia dello stesso Ligabue. In una delle sue rare apparizioni sul grande schermo, Guccini vestiva i panni di Adolfo, il burbero proprietario del bar "Laika".

"Ciao Francesco. Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato 'di moda' ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l'allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia e Il Roxi Bar. Resterai per sempre nei nostri cuori" ha scritto Vasco Rossi.

Cristiano De André ha omaggiato Guccini ricordando anche quanto sia stato importante per il padre: "Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve".
 

SALIS: "ADDIO A UNA VOCE LIBERA CHE HA SAPUTO RACCONTARE ANCHE LE FERITE DI GENOVA"

"Con la morte di Francesco Guccini scompare una delle voci più profonde e libere della cultura italiana. Cantautore, scrittore e intellettuale, ha saputo raccontare il Paese, le sue trasformazioni, le sue tante contraddizioni, unendo l’impegno civile alle storie e alla vita di tutti i giorni".

Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, ricorda Francesco Guccini, scomparso oggi all’età di 86 anni.

"La città conserva con lui un legame particolare, costruito anche attraverso i numerosi concerti che nel corso degli anni lo hanno portato davanti a generazioni di genovesi - aggiunge Salis - con “Piazza Alimonda”, pubblicata nel 2004, affidò alla musica il racconto della ferita aperta dai fatti del G8 e dalla morte di Carlo Giuliani. Nel 2020, inoltre, partecipò, insieme ad altri diciassette artisti, a “Crêuza de mä pe Zêna”, realizzata in occasione dell’inaugurazione del Ponte Genova San Giorgio e per sostenere la realizzazione del Memoriale delle vittime del Ponte Morandi. Un rapporto che si è rinnovato nel tempo attraverso la musica e l’attenzione per alcune delle pagine più dolorose della storia cittadina".

"Alla moglie Raffaella, alla figlia Teresa, ai familiari e a tutte le persone che lo hanno amato rivolgo, a nome mio e della città di Genova, il più sentito cordoglio" conclude la sindaca.

Redazione