Oltre 3,6 milioni di euro per la stabilizzazione della paleofrana di Prato Casarile e la sicurezza idraulica della valle del Geirato, a Molassana.
È questo l'intervento capofila del nuovo Piano regionale da circa 10 milioni di euro dedicato alla mitigazione del rischio idrogeologico in Liguria. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone, ha approvato la programmazione delle opere prioritarie individuate insieme ai sindaci e validate dall'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale, pronti ora a essere trasmessi al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica per il via libera definitivo.
Per la città di Genova sono stati stanziati precisamente 3 milioni e 690mila euro, una quota fondamentale che servirà a mettere in sicurezza la porzione di monte delle opere di contenimento e regimazione dell'alveo del torrente Geirato, affluente del Bisagno. Tali infrastrutture furono realizzate a seguito della tragica alluvione del 1970, quando la paleofrana di Prato Casarile scatenò una colata detritica lungo la valle. L'opera è ritenuta assolutamente prioritaria anche in virtù della presenza dell'opera di presa dello scolmatore del Bisagno, situata poche centinaia di metri più a valle.
Questo primo lotto di lavori comprende il ripristino e la realizzazione della pista di accesso alle aree, la posa di trincee drenanti e sistemi di drenaggio profondo a Prato Casarile, il consolidamento e la protezione dell'alveo nel tratto medio e alto del Geirato, la protezione delle opere idrauliche soggette a erosione ed erosione al piede, oltre al consolidamento del versante roccioso esposto a frane da crollo tramite disgaggio, riprofilatura e reti di rinforzo.
A illustrare il senso della manovra e la cronoprogrammazione dei lavori è l'assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone: "Con un piano da quasi 10 milioni di euro finanziamo cinque interventi prioritari, già validati dall'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale e pronti a entrare nella fase operativa. Un risultato reso possibile dal lavoro condiviso con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ringrazio nella persona del ministro Pichetto Fratin e del viceministro Gava per l'attenzione dimostrata nei confronti della Liguria, insieme all'Autorità di Bacino e agli enti locali. Attraverso i sindaci e i loro tecnici sono infatti i territori a indicarci le priorità: il nostro compito è trasformarle rapidamente in opere concrete. In una regione come la Liguria, dove il rischio idrogeologico impone una programmazione costante, continuiamo a intercettare risorse nazionali per mettere in sicurezza versanti, torrenti e infrastrutture prima che le criticità si trasformino in emergenze. Ora l'obiettivo è avviare le gare nei prossimi mesi e aprire i primi cantieri entro la fine del 2026, a partire dagli interventi più urgenti come quello di Lerici, dove il crollo della falesia dello scorso febbraio ha costretto alcune famiglie a lasciare le proprie abitazioni".
Il piano regionale si estende poi al resto del territorio ligure. Nello Spezzino sono stati assegnati 2.450.000 euro al Comune di Lerici per il secondo lotto di interventi sulla falesia sovrastante via Zanelli, dove il crollo della notte tra il 3 e il 4 febbraio scorsi ha riversato centinaia di metri cubi di roccia, detriti e alberi sulle abitazioni, provocandone lo sgombero. I lavori prevedono l'integrazione delle chiodature realizzate nel primo lotto, cordolature su pali e tiranti in sommità, opere di regimazione idraulica e drenaggio, il consolidamento dei muri in calcestruzzo e la sistemazione del deposito di frana al piede tramite terrazzamenti sostenuti da opere in muratura.
Sempre in provincia della Spezia, 400mila euro andranno alla Provincia per la sistemazione della strada provinciale 566 in località Sciarpato, nel Comune di Sesta Godano, dove nel dicembre 2022 uno scivolamento roccioso di 30 metri per 20 ha invaso la carreggiata. Il cantiere prevede il disgaggio del materiale instabile, il taglio delle alberature, l'applicazione di reti metalliche ancorate con barre in acciaio e geostuoie rinforzate a tutela dello sperone roccioso aggettante.
In provincia di Savona, il Piano destina 750mila euro al Comune di Calice Ligure per la mitigazione del rischio idraulico in Piazza IV Novembre, sotto la quale scorre la tombinatura di inizio Novecento del torrente Carbuta prima di confluire nel Pora. Verrà arretrato a monte il salto di fondo di due metri situato dentro la tombinatura, demolito un cordolo in sponda sinistra, realizzata una sottomurazione in massi cementati e ricostruita la scarpata danneggiata dagli eventi meteorici del maggio 2025 fino al ponte della SP 17.
Infine, nell'Imperiese, sono stati stanziati 2.450.000 euro al Comune di San Biagio della Cima per la messa in sicurezza del Torrente Verbone nel tratto a valle del ponte di via Caduti del Lavoro fino al confine comunale. Il progetto ridurrà il rischio di piena duecentennale demolendo uno dei tre ponti che ostacolano il deflusso, adeguando le sezioni idrauliche con mantellate in massi e sistemando le sponde a protezione della strada provinciale SP59 e delle abitazioni, ponendo le basi per la revisione dei vincoli d'inondabilità del territorio.