Continua a essere un'estate da bollino rosso per Genova e Liguria in generale.
Il capoluogo ligure ha raggiunto il quinto giorno di livello massimo di allerta e la gestione del caldo torrido e dell'elevata umidità marittima diventa una priorità per la salute pubblica. I disagi sono molteplici ma in questi giorni sono numerosi gli accessi agli ospedali a causa dei colpi di calore e delle difficoltà causate dalle condizioni climatiche estreme.
Come difendersi dunque dall'ondata di calore che sembra non mollare la presa?
Per evitare malori, disidratazione e disturbi respiratori durante le giornate più torride, gli specialisti stilano un vero e proprio "manuale di sopravvivenza" con i consigli pratici per difendersi dall'emergenza caldo.
L'aria condizionata rappresenta il primo baluardo per trovare sollievo all'interno delle abitazioni e degli uffici cittadini, ma il suo impiego richiede alcune precauzioni. Massimo Andreoni, professore emerito all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e membro della Simit, chiarisce che il rischio di contrarre virus tramite gli impianti è praticamente nullo, focalizzando l'attenzione sulla pulizia dei filtri: "L'attenzione va rivolta ai filtri che, se sporchi, possono favorire la proliferazione di batteri e funghi, tra cui la Legionella pneumophila, responsabile della legionellosi, oltre ad aumentare il rischio di allergie, soprattutto nelle persone più predisposte".
L'infettivologo raccomanda di non impostare temperature eccessivamente basse per evitare sbalzi termici e di prestare attenzione al livello di umidità. Sebbene la funzione deumidificatore sia un'ottima alleata contro l'afa umida tipica del litorale genovese, non bisogna prosciugare del tutto l'aria: un ambiente troppo secco rischia di irritare le mucose e provocare tosse stizzosa, un disturbo particolarmente insidioso per la popolazione anziana.
Sul fronte della nutrizione, Silvia Maria Galetti, endocrinologa e nutrizionista del Policlinico di Modena, sottolinea come l'aumento della sudorazione comporti una rapida perdita di acqua e sali minerali. Se in condizioni normali il consumo idrico raccomandato si attesta sui 1,5-2 litri al giorno, nelle giornate di picco termico il fabbisogno cresce ed è fondamentale bere con regolarità senza attendere lo stimolo della sete.
Per la tavola estiva, la risposta all'afa passa da pasti semplici, leggeri e ricchi di acqua: "Via libera a verdura e frutta di stagione, yogurt, cereali e fonti di proteine facilmente digeribili, come pesce, legumi o carni bianche. Un esempio può essere un piatto unico con cereali, verdure e una fonte proteica, accompagnato da frutta fresca. È invece preferibile limitare pasti molto abbondanti, particolarmente grassi o elaborati, che possono rendere più difficile la digestione e aumentare la sensazione di pesantezza".
L'esperta sconsiglia l'assunzione di alcolici, che non favoriscono l'idratazione, e mette in guardia dal consumo di bevande ghiacciate: sebbene offrano un sollievo immediato, i liquidi troppo freddi possono provocare blocchi e disagi gastrici. Quanto al reintegro di sali minerali e all'uso di integratori, Galetti invita a evitare il fai-da-te: per chi segue una dieta varia ed equilibrata il cibo è sufficiente, mentre l'integrazione va riservata a casi di sudorazione prolungata o attività fisica intensa, sempre previo parere medico.