Aveva tentato una rapina a mano armata all’interno dell’Ufficio Postale di Sestri Ponente e non riuscendo ad impossessarsi dell’incasso si era dato alla fuga dopo aver rapinato un taxi fermo in una via adiacente.
Con queste accuse, un 54enne italiano è stato arrestato dalla Squadra Mobile genovese, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso Il Tribunale di Genova, a conclusione di un’attività di indagine condotta con il coordinamento della locale Procura della Repubblica.
I fatti risalgono al pomeriggio del 25 giugno scorso, quando l’uomo, travisato con un casco da motociclista, si introduceva all’interno dell’ufficio postale di vico Schiaffino e impugnando un coltello e una pistola, poi rivelatasi giocattolo, intimava agli operatori di sportello di consegnargli il denaro in cassa. Inoltre, nel tentativo di scavalcare il bancone per raggiungere la cassaforte, infrangeva la barriera di protezione in plexiglas.
Gli operatori di sportello riuscivano a raggiungere il retro dell’ufficio e a dare l’allarme alle Forze di Polizia; a quel punto, l’uomo vistosi alle strette si dava alla fuga, raggiungendo il motociclo con il quale era arrivato sul posto, risultato, poi, rubato alcuni giorni prima. Non riuscendo a metterlo in moto, si recava a piedi nella poco distante via Ciro Menotti, dove si introduceva all’interno di un taxi fermo in strada e, dopo aver minacciato l’autista con il coltello, si impossessava del veicolo facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini, condotte dal personale della Sezione Criminalità Diffusa della Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova si sono sviluppate sia attraverso l’ascolto dei numerosi testimoni che hanno fornito elementi utili a ricostruire l’iter criminoso, che attraverso l’analisi delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti in zona e lungo la via di fuga del reo. Il taxi stesso, individuato dagli investigatori sempre in zona Sestri, è stato oggetto di meticolosi rilievi della Polizia Scientifica prima di essere restituito al legittimo proprietario.
Decisiva, inoltre, è stata la costante presenza sul territorio degli investigatori, in adesione al piano di rafforzamento del controllo del territorio in ambito cittadino che ha consentito di individuare e identificare l’uomo.
Si tratta, peraltro, di un soggetto che all’epoca dei fatti era in regime di semilibertà quale misura alternativa alla detenzione in carcere per precedenti condanne.