Dura presa di posizione di MobìGe – Associazione Mobilità Genova ODV sulla riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico messa in atto da Amt. In una nota, l'associazione esprime forte preoccupazione per le scelte che stanno interessando l'azienda, sostenendo che il risanamento economico rischia di compromettere la qualità del servizio offerto ai cittadini.
"A leggere dai media le ultime notizie su Amt e le dichiarazioni dei nostri amministratori, verrebbe da citare il luogo comune, trito e ritrito, «l'operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto», che si usa per commentare gli errori grossolani, ovvero ciò che rischia di accadere con AMT se si raggiungeranno gli obiettivi prefissati."
Secondo MobìGe, "verrà evitato, si spera, il fallimento di Amt (con consistente esborso di denaro pubblico) e verranno salvaguardati i posti di lavoro (con robusto dimagrimento), ma il servizio di trasporto, che qualsiasi amministrazione di una città che guardi al futuro dovrebbe fornire, morirà, o diverrà residuale".
L'associazione sostiene che sia stata intrapresa "una scelta puramente finanziaria" che, come già avvenuto in passato, punta a sistemare i conti ma rischia di produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi di una mobilità sostenibile. "Si mettono a posto i conti ma gli utenti calano e il traffico aumenta, e con questo l'inquinamento e gli incidenti stradali", si legge nella nota.
MobìGe critica anche alcune strategie adottate nella gestione del servizio, definendole controproducenti. "Purtroppo capita di leggere i soliti discorsi (che si sentono solo in Italia), tipo: «gli utenti sono pochi quindi riduciamo le corse», oppure «usiamo mezzi piccoli per passare più agevolmente», oppure «se la gente cammina un po' tra una fermata e l'altra non muore nessuno», oppure «aspettare 10 minuti in più non cambia nulla», oppure «se un autobus sta accumulando troppo ritardo si limita la corsa». Sono strategie efficacissime per perdere utenza".
Secondo l'associazione, una volta che gli utenti scelgono mezzi alternativi, come scooter o biciclette elettriche, difficilmente torneranno a utilizzare il trasporto pubblico anche qualora il servizio venga successivamente potenziato.
Un capitolo della nota è dedicato ai collegamenti con il polo degli Erzelli. Per MobìGe, "la questione dei tagli del servizio agli Erzelli è solo l'ennesima applicazione dello schema in corso", con la differenza che questa volta a protestare sono i lavoratori del polo tecnologico attraverso le proprie rappresentanze sindacali.
L'associazione evidenzia tre criticità principali: la mancata coincidenza di gran parte delle corse mattutine con gli orari dei treni in arrivo, la possibilità – ritenuta a costo zero – di ritardare la partenza della linea 6 dalla stazione di Cornigliano per consentire l'interscambio con i passeggeri dei convogli ferroviari e la sostituzione della linea 5 con il 128, definita "assurda per le capienze diverse dei mezzi" e penalizzante per chi arriva in treno.
Infine, MobìGe contesta anche la proposta avanzata dall'assessore alla Mobilità di utilizzare il bike sharing per raggiungere la collina degli Erzelli. "Lascia perplessi la proposta dell'Assessore alla Mobilità di utilizzare il servizio di bike sharing per salire sulla collina. Nessuno è contrario all'uso della bicicletta (anche nella nostra città) ma la collina degli Erzelli è raggiunta da tre strade che presentano tratti con pendenza oltre il 10% e d'estate si suda solo a camminare oltreché pedalando (anche se la pedalata è assistita)."
L'associazione sottolinea inoltre le difficoltà pratiche legate all'utilizzo del servizio, dalla necessità di trovare una bici disponibile tramite app fino alla percorrenza di strade trafficate con un mezzo non abituale. La nota si conclude con un invito a puntare su un trasporto pubblico competitivo rispetto ai mezzi privati: "Non vogliamo essere i soliti polemici criticoni, ma la concorrenza ad automobili e scooter la può fare un autobus che ti fa risparmiare tempo, che è pulito e puntuale e che ti carica alla fermata. Insomma, prendiamo questa possibilità come un'uscita infelice e poco ragionata".














