Attualità - 07 agosto 2026, 09:57

Università di Genova, l'appello dei sindacati per 84 studenti palestinesi: "Servono borse di studio per garantire il diritto all'istruzione"

La RSU e le sigle di Ateneo scrivono al Rettore: coperte solo pochissime posizioni. Chiesti fondi straordinari Unige e una raccolta solidale aperta a città e imprese

Le rappresentanze sindacali dell’Università di Genova hanno scritto al Rettore di Genova per chiedere rassicurazioni circa il percorso di studio degli 84 studenti palestinesi ammessi ai corsi.

Le rsu e i sindacati di categoria (Anief Università, Cobas Unige, Flc CGIL, Fgu Gilda Unims, Snals Confsal, Uil Scuola RUA, Usb P.I. UnigeLe) stanno seguendo con estrema apprensione questa vicenda che coinvolge gli studenti palestinesi, molti dei quali tuttora privi di borse di studio e pertanto impossibilitati a trasferirsi.

Al momento si è a conoscenza di sole quattro Borse che verranno finanziate dalla Fondazione Carige e di alcune Borse attivate in Dipartimenti afferenti alla Scuola Politecnica, anche con procedure virtuose di donazioni da parte di personale tecnico-amministrativo e docente. È evidente che a fronte di 84 studenti ammessi ai corsi queste risorse non possono bastare.

La richiesta indirizzata al Rettore e agli organi di Governo è quella di attivarsi in maniera rapida per tentare di reperire finanziamenti esterni per la copertura dei finanziamenti relativi alle Borse in questione; di farsi promotori dell’attivazione di un numero cospicuo di Borse di studio autofinanziate da Unige; compatibilmente con le tempistiche richieste dalla situazione contingente, di predisporre strumenti semplici, trasparenti e verificabili che consentano raccolte di fondi e donazioni volontarie dell'intera comunità universitaria (studenti, alunni e associazioni universitarie) e, qualora possibile, della cittadinanza, delle istituzioni, delle imprese e di tutti i soggetti del territorio che intendano contribuire a questa iniziativa di solidarietà.

Rsu e sindacati di categoria ritengono che una mobilitazione ampia della comunità universitaria e del territorio possa rappresentare un segnale concreto di accoglienza, responsabilità sociale e vicinanza nei confronti di giovani che, pur avendo conseguito l'ammissione all'Università di Genova, rischiano di non poter esercitare il proprio diritto allo studio per ragioni esclusivamente economiche.