Sport - 14 agosto 2026, 19:21

Genoa, un De Rossi carico per la Coppa Italia: “Ogni partita l'andremo ad affrontare per provare a vincerla. Mercato? Non è la PlayStation...”

A quarantott'ore dalla sfida con l'Ascoli, il tecnico rossoblù guarda alla prima gara ufficiale tra una rosa ancora da completare e la necessità di alzare subito il livello

Circa quarantott'ore e poi, in attesa degli ultimi e ormai sempre più “caldi” giorni, per qualche tempo, in un'estate finora plafonata su questo fronte, il calciomercato lascerà finalmente lo spazio al campo, quello che conta per davvero e non quello delle amichevoli in casa Genoa.

Domenica pomeriggio c'è la sfida di Coppa Italia contro l'Ascoli neopromosso in Serie B ad inaugurare già la nuova stagione del Grifone di Daniele De Rossi, al suo secondo avvio di campionato in carriera da allenatore. Un appuntamento che arriva mentre la rosa rossoblù non può ancora considerarsi definitiva e nel quale il tecnico dovrà necessariamente fare i conti con una situazione di mercato ancora in divenire. 

Ma proprio la partita rappresenta la prima occasione per capire quanto del lavoro svolto durante il precampionato possa già tradursi in indicazioni concrete, in una competizione da affrontare con ambizione. “Quest'anno si va e si gioca con la miglior formazione. Non c’è nessun motivo per cui uno debba snobbare la Coppa Italia, si va e si gioca con la migliore formazione. Incontriamo una squadra inferiore a noi ma fastidiosissima, che sa giocare e ti fa fare figuracce se non sei pronto. Ogni partita l'andremo ad affrontare per provare a vincerla, perché si può provare a sognare. E' l'unico trofeo vinto da me in Italia come calciatore, l'abbiamo festeggiata come una Champions a Roma e penso che qui potrebbe essere la stessa cosa. Non dico di vincere la coppa, ma di certo non l'affronteremo come le amichevoli passate”.

Ed è proprio il passaggio dalle amichevoli alle partite ufficiali a permettere di leggere anche in modo diverso le ultime settimane di mercato, provando a superare quel che è stato nei test precampionato e cercando “uno step migliorativo, un aumento della qualità delle giocate”. Anche per questo De Rossi ha spiegato di voler progressivamente spostare il focus sulle gare: “Inizio a parlarne molto di meno adesso del mercato perché le partite sono importanti e non voglio distrarmi. Ho sempre risposto con grande educazione, però adesso iniziamo a parlare delle partite”.

Non è comunque un affare chiuso quello delle trattative, con la linea che, “anche se non lo fai da solo come alla PlayStation”, resta quella di cercare giocatori funzionali “in base alla nostra rosa di opzioni, per portare innanzitutto chi vuole venire e chi possiamo permetterci”.

La priorità, per caratteristiche, riguarda soprattutto l'attacco. Le uscite di Ekuban ed Ekhator hanno privato De Rossi di due giocatori differenti, ma entrambi in grado di offrire profondità e soluzioni in campo aperto. “Loro erano due giocatori che avevano delle caratteristiche ben distinte. Ma soprattutto erano giocatori abili ad attaccare la profondità, che è la cosa che io cerco quasi in tutti gli attaccanti. Non penso che vorrei mai un attaccante troppo statico che non attacca lo spazio”. In questo quadro Havel rappresenta già una prima risposta alle esigenze del tecnico: “Mi dà la sensazione di capire sempre di più quello che vogliamo da lui ed è il motivo per cui l'abbiamo preso, che è proprio ricercare quelle caratteristiche che abbiamo perso perdendo Jeff e Caleb. Si vede che capisce subito quello di cui stiamo parlando. Non c'è bisogno di troppe spiegazioni”.

Se l'austriaco è una certezza per domenica insieme a Colombo e Vitinha, Norton-Cuffy rappresenta invece uno dei punti nei quali il mercato potrebbe ancora interferire direttamente con il campo. “Io non guardo il mercato - ha detto il tecnico - Ad oggi, 14 agosto alle ore 12.58, nessuno mi ha detto niente e Brooke per me gioca, anche se poi va rispettato l'interesse del mercato, economico e societario”.

Resta poi la situazione degli indisponibili. Per Meichtry i tempi non sembrano particolarmente lunghi: “Mi hanno detto due o tre settimane perché ha preso questa botta che gli ha causato una distorsione collaterale, che non è una cosa grave, ma ci vorrà un po' di tempo”. Diverso il percorso di Traoré, per il quale il tecnico non vuole indicare una data: “L'unica cosa che faccio è parlare sempre con il ragazzo, fargli capire quanto è importante per noi e quanto non vogliamo che rischi. L'abbiamo preso per giocare trentotto gare più sei di Coppa Italia, non per giocare subito, quindi non dobbiamo rischiare niente”.

Alla vigilia della prima partita ufficiale, dunque, il Genoa si trova ancora in una terra di mezzo: il mercato non è terminato e alcune operazioni potranno modificare ulteriormente la rosa, ma il campo non aspetta e l'Ascoli arriva già con un obiettivo preciso.

Mattia Pastorino


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