La corsa notturna a tutta velocità lungo via Cantore, trasformata in una sequenza di impennate, semafori rossi ignorati e manovre pericolose, era diventata virale sui social nel giro di poche ore. E altrettanto rapidamente la Polizia Locale di Genova è risalita al protagonista: un ventenne residente a Begato, identificato grazie a un’indagine definita “lampo” dall’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Nucleo Polizia Stradale, il giovane – M.F., classe 2005 – avrebbe compiuto le evoluzioni in piena notte, mettendo a rischio sé stesso e gli altri utenti della strada. Le immagini del video, analizzate fotogramma per fotogramma, hanno permesso di individuare dettagli decisivi: caratteristiche del motociclo, abbigliamento, casco, oltre al percorso ricostruito attraverso la rete di videosorveglianza cittadina.
Gli investigatori hanno incrociato questi elementi con le banche dati del Corpo e con i profili social su cui il filmato era stato pubblicato e rilanciato. La convergenza delle informazioni ha portato all’identificazione del motociclista in meno di un giorno.
Questa mattina gli agenti si sono presentati all’abitazione del proprietario del mezzo, che ha confermato di essere l’autore delle manovre riprese nel video. Per lui è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per occultamento di atto vero (art. 490 c.p.), reato che riguarda la targa del motociclo e che prevede pene fino a quattro anni di reclusione.
Sul piano amministrativo, la Polizia Locale ha contestato numerose violazioni del Codice della Strada: guida pericolosa, velocità non adeguata, doppio passaggio con semaforo rosso. L’importo complessivo delle sanzioni supera i 1.000 euro. Essendo titolare di patente A1 e foglio rosa, al giovane sono stati decurtati tutti i punti disponibili, la patente è stata sospesa immediatamente e la Motorizzazione Civile è stata informata per gli ulteriori provvedimenti sul foglio rosa.
Le indagini hanno portato anche al ritrovamento del motociclo all’interno di un box nei fondi di un palazzo di Begato, in uso a un conoscente. Nel locale sono stati rinvenuti altri due mezzi con targa occultata, che si ritiene fossero presenti durante i fatti: uno di questi sarebbe stato utilizzato per riprendere la scena. Le posizioni di due persone coinvolte sono ora al vaglio degli inquirenti.
L’assessora Viscogliosi ha sottolineato l’importanza della rapidità dell’intervento: "La sicurezza stradale non è negoziabile. Era fondamentale individuare subito l’autore di queste condotte pericolose, che rischiavano di generare emulazioni tra i più giovani. Il lavoro dei nostri agenti dimostra quanto sia decisivo affiancare tecnologie avanzate a una presenza costante sul territorio".














