Attualità - 16 agosto 2026, 14:08

Premio Fedeltà del cane, il “Primus inter pares” a Joy: con la sua insistenza ha portato Barbara a scoprire un tumore al pancreas

Oggi pomeriggio la cerimonia a San Rocco di Camogli. Riconoscimento speciale anche ai cinque quattro zampe del progetto “Gimme Five!”, che da anni affianca i piccoli pazienti ricoverati al Gaslini

Per settimane ha continuato a premere il muso sempre nello stesso punto del ventre della sua proprietaria. Un comportamento insolito, ripetuto con tale insistenza da convincere Barbara, che già avvertiva alcuni disturbi, a sottoporsi ad accertamenti più approfonditi. Da quei controlli è arrivata la diagnosi di un tumore al pancreas.

È la storia di Joy, Labrador di appena due anni, alla quale è stato assegnato il riconoscimento “Primus inter pares” della 64ª edizione del Premio Internazionale Fedeltà del cane, in programma questo pomeriggio, domenica 16 agosto, dalle 15.30 a San Rocco di Camogli, con la conduzione di Sonia Gentoso.

Il gesto di Joy non ha avuto nulla di spettacolare: nessuna corsa contro il tempo o salvataggio nel senso tradizionale del termine. È stata invece quella continua attenzione verso una precisa zona del corpo di Barbara a rappresentare un campanello d’allarme. Dopo la diagnosi, la donna ha affrontato un delicato intervento chirurgico e ha quindi iniziato il percorso di chemioterapia.

Da questa vicenda è nato anche qualcosa destinato ad andare oltre il rapporto tra Barbara e il suo cane. All’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso è stato infatti predisposto uno spazio nel quale i pazienti possono incontrare il proprio animale da compagnia in condizioni di sicurezza.

L’esperienza ha poi contribuito alla nascita del progetto sperimentale “Compagnia che cura” dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, avviato nell’Oncologia di Montebelluna proprio con Barbara e Joy. L’iniziativa consente ai malati oncologici di avere accanto il proprio animale domestico anche durante le sedute di chemioterapia, facendo dell’azienda sanitaria trevigiana una delle prime realtà pubbliche italiane ad attivare questa forma di umanizzazione delle cure.

Un percorso simbolicamente rappresentato dall’immagine della zampa di Joy appoggiata sul letto del day hospital accanto a Barbara: la terapia resta la stessa, ma cambia il modo di affrontarla, attraverso una presenza capace di offrire conforto e familiarità anche nei momenti più difficili.

Nel corso della cerimonia di San Rocco sarà assegnato anche un premio speciale al progetto “Gimme Five!-Qua la zampa”, ideato e realizzato dalla Fondazione Il Porto dei piccoli e dedicato ai bambini ricoverati all’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

A ricevere il riconoscimento saranno Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana, rispettivamente due golden retriever di 12 e 4 anni, un jack russell terrier di 7 anni e altri due golden retriever di 7 e 3 anni, tutti impiegati negli interventi assistiti con gli animali.

Il progetto è attivo dal 2016 e coinvolge oggi in maniera continuativa 19 reparti dell’ospedale pediatrico genovese. Per due giorni alla settimana, durante tutto l’anno, l’équipe multidisciplinare de Il Porto dei piccoli, in collaborazione con il personale del Gaslini, porta nei reparti cani appositamente formati.

Tra esami, terapie e lunghe permanenze in ospedale, la loro presenza aiuta i bambini a ritrovare momenti di normalità, gioco e serenità, offrendo un sostegno che si affianca al percorso di cura.

Due esperienze molto diverse, quelle premiate oggi a Camogli, ma unite dallo stesso filo: il rapporto tra persone e animali come presenza concreta nei momenti di fragilità, capace nel caso di Joy di trasformarsi persino nel segnale che ha spinto Barbara ad approfondire ciò che stava accadendo al proprio corpo.

Redazione