A Genova è scoppiata una nuova polemica politica dopo che un consigliere comunale, Francesco Maresca, già noto per le sue posizioni vicine al generale Roberto Vannacci, ha pubblicato sui social un post in cui elogia la Decima Mas, il reparto della Repubblica Sociale Italiana legato a episodi di violenza e collaborazionismo con il regime nazifascista.
Il messaggio, accompagnato da una foto storica, probabilmente creata con l'intelligenza artificiale, riportava la scritta "La Decima mas salvò il Porto di Genova". Il post ha immediatamente attirato l’attenzione di diversi esponenti politici cittadini, che hanno definito il contenuto “inaccettabile” e “incompatibile con il ruolo istituzionale”. Alcuni gruppi consiliari hanno chiesto che il caso venga portato in aula e che il consigliere chiarisca pubblicamente le sue affermazioni.
Secondo quanto riportato dall'Ansa, il consigliere ha difeso il suo post, sostenendo che si trattava di un riferimento “storico” e non di un’adesione ideologica. La storia rievocata da Maresca dice che il generale tedesco Gunther Meinhold si rifiutò di eseguire l'ordine di Hitler di fare esplodere il porto di Genova che era stato già minato. "Genova e il suo porto furono salvati dal Comitato di liberazione nazionale - rimarca invece l'Associazione nazionale partigiani Anpi di Genova - dai lavoratori e dal cardinale Boetto".
"Con buona pace del PD e dell’ANPI, non c’è alcun falso storico nelle parole del consigliere comunale genovese di Futuro Nazionale Francesco Maresca. C’è, piuttosto, l’ennesimo tentativo di cancellare dalla storia tutto ciò che non rientra nella narrazione resistenziale che qualcuno pretende ancora oggi di imporre come verità unica. Basterebbe leggere le carte. Nel dopoguerra fu istituita una Commissione d’inchiesta sul salvataggio del porto di Genova, proprio per accertare chi avesse impedito la sua distruzione. Gli atti restituiscono una vicenda assai più complessa di quella che oggi PD e ANPI vorrebbero raccontare. In quella vicenda emerge anche il ruolo decisivo di Mario Arillo e del reparto della Xª MAS, attestato nel porto e impegnato nelle iniziative per impedirne la distruzione". Così il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Emanuele Pozzolo.
Sulla questione è intervenuta anche Linea Condivisa: "Attribuire alla X Mas il merito di aver salvato il porto di Genova nei giorni della Liberazione significa proporre una ricostruzione che rovescia la realtà storica. Su vicende così importanti per l’identità della nostra città servono rigore e rispetto, non provocazioni. La storia racconta altro. Il porto era stato minato dalle forze tedesche nell’ambito dei piani predisposti per distruggere infrastrutture strategiche prima della ritirata. A impedire che questo accadesse contribuirono in maniera determinante il CLN, le formazioni partigiane e soprattutto i lavoratori del porto, insieme a marinai, pescatori, tecnici e uomini della Capitaneria. Alcuni pagarono con la vita la scelta di sabotare gli ordigni e difendere un’infrastruttura fondamentale per il futuro di Genova”.
“Le affermazioni del consigliere comunale Francesco Maresca sono gravi e inaccettabili. La storia non può essere piegata o riscritta a piacimento per inseguire la polemica politica”. Alleanza Verdi Sinistra Genova esprime la propria indignazione per le dichiarazioni dell’esponente di Futuro Nazionale sul ruolo della X Mas nel salvataggio del porto di Genova dalle mine naziste nel 1945, e chiede che Maresca si scusi pubblicamente per aver diffuso una ricostruzione storica errata, scientemente o meno. “Non sappiamo se Maresca non conosca i fatti o se abbia scelto deliberatamente di proporne una lettura revisionista - spiega AVS Genova -. In entrambi i casi si tratta di parole che non possono essere accettate, soprattutto quando riguardano pagine della nostra storia che meritano rispetto, rigore e responsabilità”. AVS Genova sottolinea come ANPI abbia già ricostruito con chiarezza quanto accaduto e invita il consigliere comunale a rileggere con attenzione quella ricostruzione prima di tornare sull'argomento. “Maresca sembra già in pole position per la prossima campagna elettorale e, evidentemente, qualche argomento deve pur trovarlo, cercando di farsi notare in ogni modo con la tattica del ‘bene o male purché si parli di me’ - sottolinea AVS Genova -. Sarebbe però consigliabile che concentrasse la propria attenzione sui temi della nostra regione e sulle scelte che riguardano concretamente il futuro del nostro territorio. Sviare l'attenzione attraverso fantasiose e offensive ricostruzioni storiche può forse essere politicamente conveniente, ma non per questo diventa accettabile”. “La storia non è uno strumento di propaganda e non cambia in funzione delle necessità della campagna elettorale - conclude AVS Genova -. Maresca riconosca l'errore e chieda scusa: è il minimo che ci si possa aspettare da chi ricopre un ruolo nelle istituzioni”.