La musica che ci gira intorno - 22 agosto 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Valentina Izzo, musica e teatro per tenere vivo il genovese

L’artista racconta le collaborazioni con gli autori liguri e il desiderio di unire Genova alle altre tradizioni musicali. "È la lingua della famiglia, della casa e del cuore"

Foto di Luca Lu

La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Fare della contaminazione la propria caratteristica facendo parlare tra loro linguaggi in apparenza distanti che, invece, sono molto più vicini di quanto non si creda.

Per Valentina Izzo, cantante, attrice, speaker radiofonica, conduttrice di eventi e interprete del teatro dialettale, la multidisciplinarietà è una parte di sé stessa e la aiuta a tenere viva la cultura ligure attraverso la musica.

Sono un'artista versatile perché seguo vari campi dell'arte: principalmente la musica come cantante, il teatro come attrice e la conduzione come speaker radiofonica e presentatrice di eventi”, racconta Izzo.

L’incontro con il genovese arriva prestissimo, quando ancora adolescente frequenta gli studi della storica Telegenova come cantante ospite. “C'erano Franca Brignola, Pippo dei Trilli, il papà di Vladi, con cui collaboro ancora,  Maria Vietz e Vito Elio Petrucci. Da ragazzina mi sono avvicinata a quel mondo”.

 A casa, poi, c'erano i nonni che parlavano quotidianamente in dialetto, mentre il lavoro come animatrice socio-educativa e geriatrica le ha insegnato quanto quella lingua fosse capace di creare relazioni autentiche. "Con gli anziani il parlare genovese era un modo per avere un ponte di comunicazione”.

Da allora il dialetto è diventato parte integrante della sua attività artistica: “Nella musica e nel teatro faccio molto genovese e anche in radio qualche battuta in zeneize la metto sempre”. Un percorso che negli ultimi anni l'ha vista protagonista anche al Festival della Canzone Ligure di San Giorgio di Albenga, dove nel 2025 ha conquistato il terzo posto con Veuggio in mondo neuvo e dove è tornata quest'anno con Devo turnà.

È proprio quest'ultimo brano a raccontare uno dei temi più cari alla cantante: il legame con Genova.

La canzone parla dell'allontanarsi dalla città per vari motivi, ma avere sempre il cuore di ritornare. Marco Conzi, che ne è autore, vive tra la Spagna e la Liguria e abbiamo inserito la chitarra lusitana proprio per richiamare quel viaggio continuo tra due mondi”. Un tema che prosegue anche nel successivo Bealtaine, nato insieme ad Andrea Facco, musicista che divide la propria vita tra Genova e l'Irlanda. “Lì invece l'arrangiamento è irlandese. Era un suo brano già esistente, ma voleva reinciderlo con una voce femminile e un nuovo arrangiamento. Mi ha detto di scegliere una canzone dal suo album e ho scelto proprio quella”.

Collaborare è una parola che ricorre spesso nelle sue risposte. Oltre a Marco Conzi e Andrea Facco, oggi Izzo lavora anche con Nino Durante e in passato ha condiviso progetti con Franco Picetti, il "cantastorie" di Camogli. “Mi piace collaborare con tanti autori, sia in italiano sia in genovese. Sto preparando altri brani inediti perché mi interessa continuare a sperimentare”.

Prima degli inediti c'è stato anche il periodo delle cover band, tra pop e rock italiano e internazionale. Oggi, però, la direzione è cambiata. “Adesso mi sto concentrando soprattutto su canzoni scritte apposta per me”.

La musica, del resto, è sempre stata di casa. “Mia mamma da ragazza cantava con Sandro Giacobbe alla Sala Primavera e frequentava lo Studio G, dove lavoravano i fratelli Reverberi, i New Trolls e Ivano Fossati. Anche mio padre suonava e mi ha trasmesso invece l'amore per il teatro, facendomi conoscere Eduardo De Filippo e Totò”. Un'eredità artistica che oggi si riflette anche nella curiosità verso l'incontro fra culture. "Mi piacerebbe un giorno realizzare qualcosa che metta insieme Genova e Napoli. Sono due città molto simili, anche se i dialetti non hanno affinità tra loro”.

Se la musica è il primo pilastro della sua attività, il teatro rappresenta l'altra metà del percorso.

Con la Compagnia Teatrale San Fruttuoso è impegnata nella commedia E rostîe sotto a çénie di Enrico Scaravelli, spettacolo che ha raggiunto diverse finali nelle rassegne liguri. “Alla giuria di Sanremo ha fatto piacere vedere una ragazza così giovane con questa padronanza del genovese”. Un riconoscimento che considera particolarmente significativo e che conferma come il dialetto possa ancora trovare spazio anche tra le nuove generazioni.

E proprio sul futuro della lingua ligure Izzo mostra un cauto ottimismo. “Vedo tanto interesse e conosco molti giovani che fanno musica in genovese. Sono contenta di dare anch'io il mio piccolo contributo a questa squadra di zeneizi”. Per lei il dialetto non è soltanto uno strumento artistico, ma un patrimonio affettivo. “Anche dire poche parole in genovese significa famiglia, casa, cuore. Avvicina sempre alle nostre tradizioni”.

Parallelamente continua anche l'attività radiofonica. Nella scorsa stagione ha ideato e condotto N’à voxe dà - o mâ, programma dedicato alla cultura ligure. “La radio mi piace molto. Già da ragazzina frequentavo le radio libere e oggi le web radio rappresentano un po' quell'eredità. Spero di poter continuare questo percorso anche nella prossima stagione”.

I prossimi mesi saranno particolarmente intensi: nuovi brani inediti, le repliche teatrali fino all'inizio del 2027, una nuova produzione con la Compagnia San Fruttuoso già in preparazione e il ritorno sul palco del Teatro Govi con la reunion degli artisti del Festival di Albenga. A questo si aggiunge la recente menzione speciale ricevuta al Premio d'Arte "Quelli che... Roy", consegnata da Aldo De Scalzi. "Alla fine della serata abbiamo cantato insieme 'Quella carezza della sera’. È un brano che porto nel cuore fin da quando, da ragazzina, cantavo a Telegenova. Mi interessano molto le canzoni della Liguria, sia in italiano sia in genovese. Abbiamo un patrimonio bellissimo ed è importante continuare a portarlo avanti".

Isabella Rizzitano e Chiara Orsetti