Attualità - 23 agosto 2026, 14:23

Tagli alle linee collinari, anche i sindaci di centrosinistra si ribellano: “Basta con questo metodo non partecipato”

Intanto nelle vallate, come in Alta Val Bisagno, i cittadini si organizzano con delle chat Whatsapp per darsi dei passaggi quando saltano le corse del trasporto pubblico locale

I pesanti tagli alle linee collinari sono al centro delle polemiche di questi giorni

Il bus non passa, oppure passa in maniera irregolare, e i cittadini si organizzano con dei gruppi Whatsapp per darsi a vicenda dei passaggi. Succede, ad esempio, agli abitanti di Creto, in alta Val Bisagno. Da qualche tempo, per far fronte ai sempre più frequenti disservizi da parte di Amt, cittadine e cittadini di questa frazione del Comune di Montoggio, proprio sul confine con Genova, si sono organizzati come si sarebbe fatto un tempo: dandosi passaggi tra di loro, ma potendo contare, in più, sul supporto della tecnologia. 

Almeno quella, per facilitare le comunicazioni, mentre gli spostamenti attraverso il trasporto pubblico locale sono diventati sempre più difficili. A raccontare la situazione, in questo paesino che conta poco meno di duecento anime, è Paola Amato, professione veterinaria e studio in via Piacenza, all’altezza di San Gottardo“Un paio di anni fa mi sono infortunata e ho iniziato a utilizzare quotidianamente i mezzi pubblici. Ho visto la situazione peggiorare, giorno dopo giorno. Ultimamente, però, siamo arrivati a livelli insostenibili: saltano le corse, non c’è nessun avviso, spesso scendiamo a Genova e non sappiamo se e quando riusciremo a tornare a casa. Sappiamo che Amt è in crisi, ne abbiamo preso atto, ma per i viaggiatori servirebbe un servizio migliore”. 

E così, a fronte di queste continue brutte sorprese con il trasporto pubblico locale “abbiamo formato una chat per darci una mano tra noi. A Creto ci conosciamo più o meno tutti, e ci è venuta questa idea”. Quando il bus 728 (che partendo dalla stazione di Genova Brignole risale lungo Creto, Montoggio e Bromia) non passa, “si cerca soccorso sulla chat. Ma adesso siamo molto preoccupati per quando inizierà la scuola. Si parla di tagli sino al 30%”. E allora non basterà neppure la buona volontà dei cittadini.

Nei giorni scorsi in Città Metropolitana si sono svolti gli incontri per presentare agli amministratori locali l’orario invernale delle corriere extraurbane. È un piano da lacrime e sangue e intanto la rabbia monta, sia tra gli amministratori di area centrodestra che tra quelli di area centrosinistra. I tagli alle linee, senza alcun preavviso né confronto, sono riusciti a scontentare tutti. 

Lo sostengono anche i sindaci della Val Polcevera, in particolare dei comuni di CampomoroneCeranesiMignanegoSant’Olcese Serra Riccò, in molti casi sostenitori del centrosinistra, che oltre al Comune di Genova governa anche la Città Metropolitana. 

I primi cittadini esprimono “profonda preoccupazione e ferma contrarietà di fronte ai previsti e imminenti tagli al Trasporto Pubblico Locale. Per l’ennesima volta, i nostri territori si trovano a dover subire gli effetti di scelte strategiche assunte senza alcuna condivisione, che penalizzano pesantemente la cittadinanza e mettono i comuni in una condizione di insostenibile difficoltà. Ridurre le corse e sfoltire, e spesso annullare, i collegamenti nelle zone collinari e interne non significa soltanto diminuire i costi del dell’azienda di trasporto, ma tagliare un servizio essenziale”. 

I sindaci osservano: “Comprendiamo la situazione drammatica in cui il Comune di Genova ha trovato le aziende partecipate, tra cui Amt, e lo sforzo che sta compiendo per il risanamento complessivo del ‘sistema’ Genova. Non è la concretezza e il senso di responsabilità che ci mancano. Li mettiamo in campo ogni giorno per garantire dignità e futuro ai nostri territori. Riteniamo comunque inaccettabile che i comuni vengano messi sistematicamente davanti al fatto compiuto, trovandosi poi in prima linea a dover gestire la rabbia e i disagi dei cittadini senza disporre delle risorse o delle competenze dirette per porvi rimedio. L’assenza di un tavolo di confronto preventivo e la mancanza di concertazione istituzionale svuotano di senso il principio di collaborazione tra enti”. 

Per queste ragioni, i sindaci chiedono “di fermare i tagli e ridiscutere immediatamente il piano insieme alle amministrazioni locali, stabilendo una soglia minima di servizio inderogabile per ciascun ambito territoriale. Proponiamo un patto di corresponsabilità chiaro: una soglia minima di corse e copertura al di sotto della quale l’azienda trasporti non potrà in alcun modo scendere, salvaguardando i servizi essenziali delle zone interne, e l’impegno dei comuni al raggiungimento e mantenimento di questo standard minimo concordato, facendosi carico dell’aumento di risorse richiesto per sostenere la quota di servizio integrativo. Solo attraverso regole certe e vincoli reciproci si può tutelare il diritto alla mobilità dell’Alta Valpolcevera senza scaricare i costi sociali e finanziari sulle comunità locali”.