Meraviglie e leggende di Genova - 23 agosto 2026, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - Un cocktail chiamato "Special": come il Bar Lino ha insegnato a Genova l'arte dell'aperitivo

Da un'ex latteria di piazza Alimonda nacque uno dei simboli della mixology genovese. Dietro il bancone c'era Lino Cairoli, per tutti "il Babbo", il barman arrivato dai transatlantici che trasformò un rito in una tradizione cittadina

Foto via Facebook

Uno Special, per favore”.

Già sessant’anni fa tanto bastava per vedersi piazzare davanti un cocktail a base di Biancosarti, ma questa sorta di parola magica funzionava solamente in un luogo: il Bar Lino in piazza Gaetano Alimonda, la ‘casa natale’ dell’aperitivo a Genova.

Il Bar Lino apparteneva a Lino Cairoli, conosciuto da tutti semplicemente come "il Babbo".

Quando Lino Cairoli aprì il locale nel 1962, al posto di una vecchia latteria all'angolo tra piazza Alimonda e via Caffa, l'aperitivo non aveva ancora assunto il significato che avrebbe avuto negli anni successivi. Esistevano il vermouth, il vino, gli amari. Esistevano i cocktail dei grandi alberghi. Ma mancava un luogo capace di trasformare quel momento, prima appannaggio di pochi, in un rito accessibile a tutti.

Lino arrivava da una scuola particolare, quella dei transatlantici. Sulle grandi navi che collegavano Genova con il resto del mondo si entrava in contatto con culture diverse e ricette di ogni tipo: la mixology internazionale, il servizio all'americana, l'uso degli shaker, l'eleganza dei gesti e l'arte di parlare con clienti provenienti da ogni parte del mondo.

Una volta smessa l’attività a bordo, Cairoli decise di portare a terra quanto aveva appreso in anni di navigazione e nell’attività di piazza Alimonda fece nascere un luogo di ritrovo la cui fama andava ben oltre il quartiere della Foce.

Tutti lo chiamavano "il Babbo” perché per i clienti era un vero e proprio punto di riferimento, così come lo è stato per collaboratori e giovani che hanno poggiato i bicchieri su quel bancone.

La bravura e la proposta di Cairoli ha fatto si che in poco tempo il bar diventasse un bar della città: professionisti, commercianti, sportivi, artisti e personaggi dello spettacolo si ritrovavano ogni giorno davanti a quel bancone. Si ordinavano Martini, Negroni, Mimosa, Barracuda. Ma soprattutto si ordinava lo Special, il cocktail che sarebbe diventato la firma del locale e uno dei simboli della Genova dell'aperitivo.

Accanto ai bicchieri arrivavano immancabilmente patatine fritte e piccoli stuzzichini. Oggi sembra normale ma negli anni Sessanta questo ‘accompagnamento’ ha definito un modo tutto genovese di vivere l'aperitivo: non un semplice drink prima di cena, ma un momento di incontro.

Era questa, forse, la vera ricetta dello Special.

Più ancora del liquore o delle dosi, contava il luogo. Contava il bancone. Contava il fatto che ogni cliente venisse riconosciuto.

Per oltre sessant'anni il Bar Lino ha continuato a essere una sorta di salotto della Foce, attraversando mode, cambi generazionali e trasformazioni della città. Quando, nel gennaio del 2025, la serranda si è abbassata definitivamente, molti genovesi non hanno parlato della chiusura di un esercizio commerciale. Hanno avuto la sensazione di perdere un pezzo della propria quotidianità.

Forse è anche per questo che ancora oggi, quando si racconta la storia dell'aperitivo genovese, il pensiero torna inevitabilmente a quel bancone di piazza Alimonda e al suo fondatore.