Un tempo erano dei veri e propri punti di riferimento: non solo perché indicavano l’ora, ma anche perché erano rappresentativi di un luogo. Oggi gli orologi urbani, nell’era degli smartphone e della tecnologia, possono sembrare superati, e invece hanno ancora un enorme fascino vintage.
A gestire il preciso funzionamento di tutti gli orologi comunali (e quindi non quelli delle stazioni ferroviarie, la cui cura spetta invece alle Ferrovie) è Aster, l’azienda che si occupa di lavori pubblici e manutenzioni per conto del Comune di Genova.
È un’attività ‘di nicchia’, rispetto al grosso del lavoro di Aster, ma merita lo stesso di essere raccontata perché è fatta di impegno, precisione, competenza e tanta, tanta pazienza. Anzitutto, i numeri. A Genova gli orologi pubblici sono in tutto 111, così suddivisi: 47 nel Municipio Centro Est, 12 nel Municipio Centro Ovest, 8 nel Municipio III Bassa Valbisagno, 6 nel Municipio Media Valbisagno, 8 nel Municipio Valpolcevera, 6 nel Municipio Medio Ponente, 5 nel Municipio Ponente, 11 nel Municipio Medio Levante, 8 nel Municipio Levante.
Tra gli esemplari più antichi e riconoscibili del centro cittadino vi sono l’orologio incorniciato a muro tra piazza De Ferrari e il fornice di via XX Settembre, installato tra il 1892 e il 1901, e quello collocato tra piazza della Nunziata e piazza Bandiera, risalente al periodo compreso tra il 1900 e il 1910.
“La maggior parte degli altri orologi storici - spiegano i tecnici della squadra apposita di Aster - venne installata tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Novecento. Prendersene cura significa garantirne il funzionamento, ma anche custodire una parte della memoria urbana: piccoli punti fermi che attraversano le generazioni e continuano, giorno dopo giorno, a segnare il tempo di Genova”.
Mentre la tecnologia evolve e introduce sistemi sempre più avanzati, il fascino di questi antichi meccanismi rimane intatto, grazie al lavoro del personale specializzato che ne preserva funzionalità, caratteristiche e valore storico.
“Quando un orologio necessita di una revisione o di un intervento di restauro, prende avvio un preciso percorso operativo, nel quale competenza tecnica, attenzione e sensibilità per i dettagli si accompagnano in ogni fase. Il primo passaggio consiste nella rimozione dell’orologio dalla facciata dell’edificio sul quale è installato. Un’operazione delicata, eseguita con particolare cura per tutelare sia l’orologio sia la struttura che lo ospita. L’orologio viene quindi trasportato in sicurezza nel laboratorio Aster, dove si procede al suo completo smontaggio. Ogni componente del meccanismo viene esaminato, pulito accuratamente e verificato. Gli elementi usurati o danneggiati vengono sostituiti con componenti scelti nel rispetto delle caratteristiche tecniche e del disegno originale, così da ripristinare la piena funzionalità dell’orologio senza alterarne l’identità”.
Parallelamente alla revisione meccanica, si interviene sull’aspetto esteriore. Quando necessario, la vecchia vernice viene rimossa e tutte le superfici sono sottoposte a una pulizia approfondita. Se il vetro che protegge il quadrante risulta opacizzato, crepato o danneggiato, viene sostituito per restituire piena leggibilità all’orologio.
“I particolari dorati, dalle cornucopie ai rilievi del quadrante, fino alle foglie poste alla base, sono rifiniti a mano. È un lavoro minuzioso, dal quale riemerge, poco alla volta, l’aspetto caratteristico e inconfondibile di questi piccoli monumenti cittadini”. Terminati il restauro estetico e la revisione meccanica, l’orologio viene riassemblato con precisione. Prima della reinstallazione viene sottoposto in laboratorio a un collaudo della durata di 24 ore, necessario per verificarne il corretto funzionamento. Soltanto dopo aver superato il controllo, l’orologio può tornare nella sua sede originaria e riprendere a scandire il tempo del quartiere che lo ospita. E continuare a essere un punto di riferimento.














