Attualità - 01 settembre 2026, 12:36

Centro storico, tornano i Servizi sociali: nuova sede nell’ex scuola Garaventa

Inaugurato il presidio del Centro Est. Salis: "Vogliamo riportare i servizi in mezzo alle persone". Nel 2025 oltre 400 famiglie accolte e 963 minori raggiunti

È stata inaugurata questa mattina la nuova sede del Centro Est in via San Giorgio 1, negli spazi dell’ex scuola Garaventa, che tornano così a disposizione della comunità dopo un periodo in cui il presidio era stato spostato.

La sede rappresenta un punto di riferimento per l’ascolto, l’orientamento e l’accompagnamento dei cittadini e delle famiglie. Qui possono rivolgersi anziani, minori, persone con disabilità, adulti in difficoltà e nuclei familiari che attraversano situazioni di fragilità. Gli operatori effettuano il primo ascolto e il segretariato sociale, aiutano a individuare i bisogni e orientano le persone verso le misure e i servizi più adatti, costruendo, quando necessario, percorsi individuali di sostegno.

Oltre allo sportello, i servizi sociali territoriali operano anche sul territorio attraverso l'assistenza domiciliare e la collaborazione con scuole, servizi sanitari, associazioni, enti del Terzo settore, parrocchie e altre realtà locali. L'obiettivo è intercettare i bisogni il prima possibile e intervenire anche nei casi in cui le persone non siano ancora consapevoli di avere bisogno di aiuto.

Nel Municipio Centro Est vivono circa 90 mila persone, con una popolazione composta per il 62% da adulti, il 24% da anziani e il 14% da minori. I numeri raccontano la dimensione della domanda: nel 2025 lo sportello di accesso ai servizi sociali territoriali ha accolto 416 nuclei familiari, mentre i servizi hanno supportato 622 minori attraverso interventi socioeducativi. Complessivamente, nell'area minori e famiglie, il Centro Servizi Famiglie ha raggiunto 963 minori e componenti di nuclei familiari.

Sono state inoltre 582 le persone anziane prese in carico professionalmente, attraverso il supporto domiciliare e interventi alternativi all'abitare autonomo. Altre 489 persone sono state seguite con progetti individuali collegati all'assegno di inclusione e all'housing sociale, mentre circa 740 titolari di assegno di inclusione hanno beneficiato di attività di orientamento, monitoraggio e accompagnamento.

Per la sindaca Silvia Salis, il ritorno dei servizi nel centro storico rappresenta anche una scelta politica: "Il ritorno dei servizi vicini alle persone è anche una notizia politica. Vogliamo riportare i servizi vicini alle persone e la precedente amministrazione aveva depotenziato a tal punto il presidio in Costa Vecchia che alla fine era stato chiuso. Quindi tutte queste famiglie, persone fragili, persone che hanno bisogno di assistenza, erano costrette a muoversi, a fare dei chilometri e a prendere diversi mezzi. Ecco, noi vogliamo riportare i servizi in mezzo alle persone. Era quello che abbiamo detto, era quello che abbiamo promesso e lo stiamo facendo".

Salis lega l'apertura anche al più ampio progetto di riqualificazione del centro storico, annunciando che il Comune sta preparando un documento da trasmettere al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sulle criticità della zona. "Abbiamo bisogno di sostegno e questo abbiamo chiesto al Ministero, che è stato molto disponibile. Questa settimana verrà inviato un documento e sicuramente poi ci saranno degli incontri successivi per far partire poi questo progetto, che è un progetto molto articolato che parla sicuramente di sicurezza ma anche di tanti altri elementi".

Tra questi, ha spiegato la sindaca, ci sono il presidio delle forze di polizia, l'illuminazione, la polizia locale e il rafforzamento della presenza dell'amministrazione. "Questo è il nostro progetto per la riqualificazione e portare i servizi e quindi questo è solo il primo passo perché poi verranno localizzati qua anche uffici di altre realtà".

La scelta di riportare il servizio nel centro storico, sottolinea l'assessora al Welfare Cristina Lodi, è stata invece il risultato di un lavoro portato avanti per individuare e recuperare uno spazio adeguato. "Spostare questo centro nel cuore del centro storico è una scelta politica. Io ero anche in opposizione quando ci volevano spiegare che questo servizio doveva essere spostato perché i lavoratori non volevano più lavorare in centro storico. I lavoratori sono stati diminuiti in quel periodo e quindi non avevano a sufficienza per poter tenere aperto un servizio".

Lodi sottolinea quindi il significato della nuova sede sia per gli utenti sia per chi vi lavora: "Riportare i servizi e soprattutto rispondere a quella che è l'esigenza anche dei lavoratori significa lavorare in spazi accessibili, buoni, riqualificati, vicini alle persone. Questa è una scelta politica precisa". E chiarisce cosa troveranno concretamente i cittadini nella sede di via San Giorgio: "Questi sono i servizi sociali classici: le persone vengono e chiedono di poter essere ascoltate. Anziani, minori, famiglie, persone con disabilità, adulti in difficoltà, quindi tutte le fragilità arrivano trovando un front office, una persona che fa segretariato sociale li accoglie, quindi avranno un appuntamento per capire e fare il segretariato sociale e avere delle risposte. Il problema oggi è l'elaborazione del proprio problema, capire anche di avere un problema, intercettare ed essere un modo per poter fare una richiesta sul proprio problema. Noi dobbiamo raggiungere le persone, soprattutto quelle che addirittura non percepiscono di avere un problema, ma lo hanno".

La sede di via San Giorgio sarà quindi il fulcro professionale pubblico dei servizi sociali, ma l'amministrazione punta anche a una presenza più capillare attraverso sedi decentrate, progetti di comunità e case di quartiere.

Anche l'assessore al Patrimonio Davide Patrone parla di una scelta che unisce welfare e riqualificazione urbana. L'immobile dell'ex scuola Garaventa, ha spiegato, è stato liberato in sinergia con la società partecipata che lo occupava e nuovamente messo a disposizione della cittadinanza. "Volevamo fortemente riaprire un servizio pubblico in questo edificio. È stato a lungo oggetto di un rapporto di locazione con una società partecipata che aveva comunque nei suoi piani di lasciarlo. Noi abbiamo favorito questa attività, diciamo, di liberazione dei locali in sinergia con la società partecipata e l'abbiamo rimesso a disposizione della cittadinanza". Il recupero dello spazio, secondo Patrone, si inserisce in una strategia più ampia: "Riportare la sede dei Servizi Sociali Territoriali nel cuore del centro storico significa rafforzare allo stesso tempo i servizi e il centro storico stesso".