Era nato quasi come una scommessa, immaginando di riuscire a coinvolgere cinque o sei mamme straniere. Alla fine, nell’arco dello scorso anno scolastico, a frequentare il corso di italiano organizzato alla scuola primaria Foglietta di Sestri Ponente sono state 58 donne. Un risultato che ha trasformato un progetto pensato all’interno dell’Istituto Comprensivo Sestri Est in qualcosa di più ampio, capace di intercettare un bisogno che riguarda ormai una parte significativa del quartiere.
E proprio da qui si ripartirà con il nuovo anno scolastico. Il corso verrà confermato, mentre la scuola sta lavorando per allargare ulteriormente l’esperienza coinvolgendo il territorio, altri istituti e, possibilmente, anche Fincantieri, attorno alla quale ruota una parte consistente degli arrivi delle nuove famiglie a Sestri Ponente. “Quando siamo partiti non pensavamo che avremmo avuto una partecipazione così numerosa - racconta Maddalena Carlini, dirigente scolastica dell’I.C. Sestri Est -. Speravamo in cinque o sei mamme e invece l’anno scorso sono state 58. È un bellissimo problema, perché a quel punto l’esperienza supera i confini della nostra scuola”.
Il progetto NEAR: TO - Alfabetizzazione e Attività per Mamme e Bambini Migranti, raccontato da La Voce di Genova già lo scorso anno, nasce con l'obiettivo di insegnare l'italiano alle mamme straniere e, contemporaneamente, avvicinare le famiglie alla scuola e alla vita del quartiere. Le partecipanti non sono necessariamente madri di alunni della Foglietta: fin dall'inizio l'iniziativa è stata aperta anche alle donne provenienti da altre realtà del territorio.
Un elemento non secondario, perché molte mamme arrivano alle lezioni insieme ai figli più piccoli. Per questo la scuola ha predisposto uno spazio dedicato, con educatori che si occupano dei bambini mentre le donne seguono il corso. Una soluzione che resterà centrale anche nella nuova edizione, ma che rende ancora più evidente il problema degli spazi.
“Confido di poter disporre anche di altri locali - spiega Carlini -. Ne abbiamo parlato con il Municipio. Quello che inizialmente doveva essere un progetto della scuola è diventato più grande di noi”. La Foglietta, del resto, si trova all'interno di un edificio storico con spazi non sempre facilmente adattabili a un'attività che ha assunto dimensioni molto superiori rispetto a quelle immaginate inizialmente.
Ma la questione degli spazi è soltanto una parte della sfida. L'obiettivo della dirigente è costruire attorno alla Foglietta una vera rete di comunità, nella quale la scuola possa continuare ad avere un ruolo centrale senza rimanere sola. “Credo che la scuola debba essere sempre di più un presidio sociale - sottolinea -. Non soltanto il luogo della trasmissione delle conoscenze e delle competenze, ma una realtà che, insieme alle altre agenzie e alle amministrazioni del territorio, si faccia carico anche della genitorialità e della comunità”.
Una necessità che nasce anche dai numeri. Alla primaria Foglietta, secondo le stime indicate dalla dirigente mentre sono in aggiornamento i dati interculturali relativi al nuovo anno scolastico, gli alunni di origine straniera hanno ormai superato il 50%. Negli altri plessi dell'istituto la percentuale si attesterebbe invece intorno al 40%, con una presenza particolarmente significativa di famiglie di origine bengalese. Numeri che si intrecciano inevitabilmente con la vicinanza dello stabilimento Fincantieri e con l'arrivo nel quartiere di nuclei familiari legati ai lavoratori impiegati nel cantiere navale. Su questo punto, Carlini individua una delle principali difficoltà organizzative. Le iscrizioni scolastiche ordinarie vengono raccolte nel periodo stabilito dal Ministero, tra gennaio e febbraio, ma a Sestri Ponente gli ingressi di nuovi studenti proseguono praticamente per tutto l'anno. “Per noi il periodo delle iscrizioni dura dodici mesi - osserva la dirigente -. Se l'organico viene assegnato sulla base delle iscrizioni effettuate nel periodo ministeriale e successivamente continuano ad arrivare nuove famiglie, inevitabilmente ci troviamo in difficoltà”.
Da qui la proposta di avviare un confronto più strutturato anche con Fincantieri, per riuscire, nel rispetto delle competenze e dei dati disponibili, ad avere almeno una previsione dei nuovi arrivi. “Se potessimo conoscere prima la pianificazione dell'arrivo delle famiglie - prosegue Carlini - potremmo sederci attorno a un tavolo anche con gli altri istituti comprensivi del territorio, organizzarci e trovare insieme delle soluzioni”.
L'idea è quindi quella di arrivare a una sorta di patto di collaborazione, mettendo in comunicazione scuola, Municipio, altri istituti e realtà produttive del territorio. Non soltanto per affrontare il problema delle iscrizioni, ma per accompagnare un cambiamento sociale che negli ultimi anni è diventato particolarmente evidente nel Medio Ponente.
Un tema sul quale la dirigente respinge anche l'idea che una forte presenza di studenti stranieri possa determinare un abbassamento della qualità dell'insegnamento. “La Foglietta viene talvolta vissuta come 'la scuola degli stranieri', quella che rallenta perché deve aspettare i bambini che ancora non conoscono l'italiano. Ma non è assolutamente così - rivendica Carlini -. Anzi, devo ringraziare gli alunni non italiani, perché hanno aperto il sistema a tutte le diversità”.
Una diversità che, nella visione della dirigente, non è solamente culturale o linguistica. “Parliamo di diversità psicofisica, sociale, culturale, ma anche di situazioni momentanee. A tutti può capitare di sentirsi fuori posto o non accolti. Se i bambini imparano a riconoscere queste condizioni e ad affrontarle, diventeranno adulti più forti e più consapevoli”.
Anche sul piano didattico, sostiene Carlini, una composizione così eterogenea delle classi ha costretto la scuola a sviluppare strumenti che finiscono per essere utili a tutti: “I nostri insegnanti sono continuamente in movimento. Questo flusso di diversità li porta a personalizzare sempre di più l'insegnamento, con un beneficio che poi riguarda l'intera classe. E anche i risultati delle prove Invalsi ci stanno dando ragione”.
La sfida per il nuovo anno, dunque, non sarà soltanto riportare in aula le mamme che vogliono imparare l'italiano. Sarà provare a trasformare un'esperienza nata quasi in punta di piedi alla Foglietta in un progetto più strutturato per Sestri Ponente: la scuola come punto di partenza, ma con attorno una rete capace di accompagnare famiglie, bambini e un quartiere che continua a cambiare.