Cronaca - 01 settembre 2026, 08:27

Marassi, trovate due seghe nascoste nel perimetro del carcere. Uil: “Allarme gravissimo”

Una era sul camminamento del muro di cinta, l’altra all’interno dell’intercinta. Pagani: “Se strumenti di questo tipo riescono ad arrivare fin qui, qualcosa nel sistema di prevenzione e controllo non sta funzionando”

Due seghe avvolte negli asciugamani sono state rinvenute nella giornata di lunedì 31 agosto all’interno del perimetro del carcere di Marassi. Una è stata trovata sul camminamento del muro di cinta, l’altra nell’intercinta. Sul ritrovamento sono ora in corso gli accertamenti e le indagini per chiarire come gli oggetti siano riusciti ad arrivare in quelle aree dell’istituto penitenziario.

A denunciare la gravità dell’episodio è Fabio Pagani, rappresentante della Uil Fp Polizia Penitenziaria. “Non siamo più di fronte a episodi che possono essere derubricati a semplici anomalie - afferma -. Quello che sta accadendo a Marassi rappresenta un allarme gravissimo per la sicurezza dell’istituto e di chi ci lavora. Il ritrovamento di questi oggetti nel perimetro carcerario deve far scattare immediatamente una riflessione seria sulle modalità con cui viene garantita la sicurezza”.

Per il sindacato, il ritrovamento pone interrogativi anche sull’efficacia dei sistemi di controllo attorno alla struttura. “Se qualcuno riesce a far arrivare e occultare strumenti di questo tipo all’interno del perimetro di un carcere, significa che qualcosa nel sistema di prevenzione e controllo non sta funzionando come dovrebbe. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima di intervenire”.

La Uil Fp Pp torna quindi a denunciare le condizioni in cui opera il personale della polizia penitenziaria, tra carenze di organico e turni particolarmente pesanti. “I nostri agenti sono allo stremo delle forze. Organico insufficiente, carichi di lavoro insostenibili e turnazioni che arrivano, in alcuni casi, fino a 20 ore continuative di servizio. È una situazione che non può più essere considerata normale. Stiamo chiedendo a uomini e donne della polizia penitenziaria di garantire la sicurezza di un carcere in condizioni operative che definire difficili è ormai un eufemismo”.

“Non si può pretendere sicurezza - prosegue Pagani - se contemporaneamente si continua a lasciare il personale senza uomini, senza adeguati presidi e sottoposto a condizioni di lavoro estreme”.

Da qui l’appello rivolto al prefetto di Genova, al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Governo affinché vengano adottate misure straordinarie. “Chiediamo che il prefetto intervenga immediatamente. Il perimetro esterno di Marassi deve essere adeguatamente presidiato e la sicurezza dell’istituto deve tornare a essere una priorità assoluta”.

“Servono rinforzi, servono uomini e servono misure straordinarie. Non servono più promesse, riunioni o parole di circostanza. La polizia penitenziaria non può essere chiamata a tappare ogni falla del sistema, continuando a pagare il prezzo di una gestione emergenziale permanente”.

“A Marassi - conclude Pagani - si è superato il limite. La sicurezza di un carcere non può essere affidata all’improvvisazione né può essere garantita sacrificando sistematicamente il personale. Aspettare che accada qualcosa di grave sarebbe irresponsabile”.

Redazione