Palazzo Ducale esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Enzo Bianchi, figura di rilievo della cultura italiana e voce autorevole nel dialogo tra fede, cultura e società.
La sua presenza ha accompagnato per anni la vita culturale di Palazzo Ducale e della città di Genova. Bianchi è stato infatti protagonista di numerosi incontri promossi dalla Fondazione per la Cultura, anche in collaborazione con il Centro Studi Antonio Balletto, partecipando al confronto sui principali temi del nostro tempo.
L'ultima occasione per ascoltare la sua voce a Palazzo Ducale risale al settembre di due anni fa, quando Bianchi era stato protagonista della lectio "L'antisemitismo dalla religione alla politica". Nel corso dell'incontro aveva ricevuto un riconoscimento da Palazzo Ducale e dal Centro Studi Antonio Balletto, con i quali aveva collaborato per oltre quindici anni come relatore e studioso.
A ricordarne il ruolo è la presidente di Palazzo Ducale, Sara Armella: "Palazzo Ducale ricorda con gratitudine il prezioso contributo che Enzo Bianchi ha offerto alla vita culturale della nostra città. La profondità del suo pensiero e la sua straordinaria capacità di ascolto e dialogo ne hanno fatto un interlocutore capace di parlare a credenti e non credenti, ponendo al centro la dignità della persona, l’accoglienza, la pace e la ricerca del bene comune. Enzo Bianchi continuerà a essere un riferimento per quanti vedono nella cultura uno spazio di dialogo, conoscenza e costruzione di una società più aperta e consapevole. È una visione che Palazzo Ducale condivide pienamente e che continuerà a promuovere attraverso il confronto e la cultura".
Anche l'amministrazione comunale ha espresso profonda tristezza e sincera commozione dell’amministrazione comunale per la scomparsa di Bianchi, "figura luminosa del nostro tempo, intellettuale raffinato e fondatore della Comunità monastica di Bose. Un intellettuale libero, che ha insegnato a tutti il valore del dialogo: Enzo Bianchi non è stato solo un uomo di profonda fede, ma un vero e proprio faro per la cultura contemporanea. Monaco anticonformista, voce critica e profetica, ha avuto il merito straordinario di far sedere allo stesso tavolo credenti e non credenti, declinando la spiritualità in un linguaggio universale. Sotto la sua spinta la Comunità di Bose è diventata per decenni un crocevia internazionale di ecumenismo, pace e confronto umanistico, dimostrando che l'apertura all'altro è la più alta forma di cultura. Oggi il panorama intellettuale italiano e internazionale perde un costruttore di ponti, un uomo che ha fatto della parola uno strumento di cura e di accoglienza. L’amministrazione del Comune di Genova esprime vicinanza ai suoi cari, ai suoi amici e a tutta la Comunità di Bose".