Genova torna a pedalare per rivendicare libertà, sicurezza, autonomia e spazio pubblico. Domenica 20 settembre 2026torna infatti la Women Bike Ride, la pedalata lenta e transfemminista che quest’anno amplia il proprio percorso e propone, oltre alla biciclettata, momenti di confronto, attività e iniziative ludiche.
La manifestazione è dedicata alle donne di tutte le età e a ogni livello di esperienza in bicicletta e si propone come un pomeriggio di movimento, attivismo e benessere, con l’obiettivo di riflettere sul rapporto tra donne, mobilità e spazio pubblico. La Women Bike Ride si svolge nella stessa giornata anche in diverse città italiane ed europee, tra cui Bari, Bruxelles, Treviso e Vienna.
Il filo conduttore dell'iniziativa è la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie esigenze, insieme alla rivendicazione di quegli spazi pubblici che, secondo le organizzatrici, troppo spesso risultano preclusi o poco accessibili.
Il nuovo percorso
L'edizione genovese 2026 è inserita nel calendario ufficiale della Settimana Europea della Mobilità (SEM) ed è promossa in collaborazione con FIAB Genova, in dialogo con gli Assessorati alla Mobilità Sostenibile, ai Servizi Educativi e Pari Opportunità e alla Sicurezza Urbana, oltre che con i Municipi I, II e III.
La principale novità riguarda il percorso, che quest'anno collega piazza del Monastero, a Sampierdarena, a piazza Giovanni Martinez, a San Fruttuoso, attraversando il centro e coinvolgendo quindi nuove zone della città.
Il programma prevede il ritrovo alle 16 in piazza del Monastero, con le attività di apertura. Alle 16.30 partirà la pedalata, mentre l'arrivo in piazza Giovanni Martinez è previsto intorno alle 18.30, dove si terrà l'evento conclusivo.
Il tracciato è pensato per ogni livello e abilità ciclistica. La pedalata sarà accompagnata da cicliste e ciclisti esperti e si svolgerà in condizioni di traffico limitato, gestite dagli agenti della Polizia Locale. Lungo il percorso e all'arrivo sono previsti talk, coreografie, flash mob e momenti di festa.
«Rivendicare lo spazio che ci è stato tolto»
A spiegare il significato della manifestazione è Michela Gaffo, co-organizzatrice della Women Bike Ride Genova:
«Le città sono spesso pensate come se le auto ne fossero le naturali protagoniste. Nelle città antiche come Genova, dove lo spazio è già scarso, quel poco che c'è è stato sottratto proprio a chi lo vive in modo più fragile — per le donne questo pesa ancora di più, tra insicurezza percepita e norme sociali che impongono di non farsi notare, di essere misurate. La WBR nasce per rivendicare lo spazio che ci è stato tolto: per essere ingombranti, visibili, rumorose.»
Per Stefania Marongiu, anche il contesto politico cittadino rende ancora più importante l'appuntamento:
«Dalla città in cui una donna, la nostra sindaca, porta avanti non solo istanze cittadine, ma battaglie di valore nazionale, avvertiamo ancora più forte l’importanza di far sentire la nostra voce. Pedaliamo per non retrocedere di un solo passo e per continuare ad avanzare nella conquista dei nostri spazi: sul lavoro, nelle strade, nella politica e nelle nostre famiglie.»
Un'iniziativa che, nelle intenzioni delle organizzatrici, vuole essere anche uno spazio di confronto sui temi dell'inclusione e dell'educazione sessuoaffettiva. Chiara Piccardo, co-organizzatrice della Women Bike Ride Genova, sottolinea:
«Con questa pedalata vogliamo creare uno spazio per chi vuole riportare al centro del dialogo i temi transfemministi dell'inclusione e dell'educazione sessuoaffettiva, con un approccio intersezionale che ci unisca in un'unica lotta. Ci rivolgiamo a tutte le sorelle che hanno voglia di farsi sentire: parlare e occupare uno spazio fisico può cambiare le cose. Per questo dobbiamo esserci, e in tante.»
Una pedalata aperta a tutte
La Women Bike Ride non ha carattere sportivo né competitivo ed è aperta anche a chi non utilizza abitualmente la bicicletta o vive la strada come uno spazio poco sicuro. L'obiettivo è creare un contesto protetto e collettivo nel quale muoversi insieme e rivendicare la possibilità di vivere la città.
Un appuntamento che, attraverso la bicicletta, mette quindi al centro non la prestazione, ma la presenza: occupare lo spazio pubblico, farsi vedere e far sentire la propria voce.