“Una ragazza di 13 anni denuncia una violenza sessuale e l’uomo accusato viene scarcerato con obbligo di firma. È inevitabile chiedersi quale messaggio arrivi alla vittima e a chi, come lei, trova il coraggio di denunciare”. A intervenire sul caso di Torino è Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale della Liguria e coordinatore nazionale della Difesa civica e degli Organi di Garanzia.
“Il rispetto per il lavoro e l’autonomia della magistratura non sono in discussione e non entro nel merito della decisione. Ma c’è un tema sul quale, per il ruolo che ricopro, sento una responsabilità particolare: la tutela delle vittime. Una ragazza di 13 anni deve sapere che, dopo una denuncia, le istituzioni continueranno a proteggerla e ad accompagnarla”.
Balleari richiama anche l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Sul caso è intervenuto anche il presidente Giorgia Meloni. Le norme e gli strumenti per tutelare le vittime ci sono e dobbiamo fare in modo che questa tutela sia sempre piena ed effettiva”.
Il presidente del Consiglio regionale collega quindi il caso al lavoro portato avanti in Liguria attraverso il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato.
“È un impegno che portiamo avanti anche in Liguria attraverso il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato. Abbiamo voluto rafforzare una rete capace di offrire ascolto, orientamento e sostegno a chi subisce un reato, perché una vittima non può essere lasciata sola nel percorso che inizia dopo la denuncia. È su questo modello di attenzione e vicinanza che dobbiamo continuare a lavorare”.
“Denunciare una violenza non è mai facile - conclude Balleari -. Chi trova il coraggio di farlo deve trovare nelle istituzioni un punto di riferimento. E non deve mai pentirsi di aver denunciato”.