Prende il via venerdì 4 settembre il denso programma di incontri promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per presentare le proposte del nuovo Piano Regolatore Portuale. Si tratta dello strumento fondamentale chiamato a delineare l’assetto, le funzioni e lo sviluppo delle aree portuali di Genova e Savona-Vado per i prossimi decenni.
Il calendario prevede oltre venti appuntamenti nell’arco di circa quaranta giorni, nei quali l'Ente incontrerà il cluster portuale, le istituzioni, le associazioni di categoria e i vari stakeholder pubblici e privati. L'intento della governance portuale è illustrare nel dettaglio le ipotesi in fase di elaborazione, fornire un quadro limpido sugli indirizzi strategici e raccogliere spunti e osservazioni prima che il documento intraprenda il suo iter formale.
Accanto ai tavoli tecnici e istituzionali, l’Autorità di Sistema Portuale ha voluto inserire nel percorso specifici momenti di confronto rivolti ai comitati e alle associazioni cittadine che seguono da vicino le tematiche dello scalo, con particolare attenzione alle delicate dinamiche di integrazione tra porto e tessuto urbano. A supporto della trasparenza e della gestione del dialogo con i territori è stata coinvolta Avventura Urbana, società specializzata nei processi di interlocuzione con gli stakeholder.
Al termine di questa fase di consultazione, sul sito web dell'Ente verrà attivata una sezione dedicata dove tutti i materiali e i documenti presentati saranno liberamente consultabili. L'iniziativa di ascolto non altera comunque le competenze previste dalla legge: la titolarità e la responsabilità della pianificazione restano in capo all'Autorità di Sistema Portuale.
La fase di confronto accompagnerà la stesura finale delle proposte, che verranno portate all'attenzione del Comitato di Gestione tra la fine dell'anno e il mese di gennaio 2027 per l'adozione preliminare e l'avvio della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Da quel momento scatterà l'iter amministrativo previsto dall'articolo 5 della legge 84/94.
Sull'avvio del percorso è intervenuto il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli: "La pianificazione portuale è una delle responsabilità più rilevanti affidate dalla legge alle Autorità di Sistema Portuale perché determina le condizioni di crescita e competitività dei porti e incide sul loro rapporto con le città e con il territorio. Vogliamo esercitare questa responsabilità con trasparenza, illustrando le ipotesi su cui stiamo lavorando prima dei passaggi istituzionali e ascoltando i soggetti interessati. Lo faremo con il cluster portuale, con le istituzioni e le associazioni di categoria, ma abbiamo scelto di aprire l’interlocuzione anche ai comitati e alle associazioni dei cittadini. È il modo con cui intendiamo costruire un rapporto più evoluto tra porto e città, intesa nella sua dimensione più ampia: non soltanto le istituzioni, ma le comunità, i territori e le realtà economiche e sociali che con il porto convivono e si confrontano. Un grande porto deve poter programmare il proprio sviluppo e, allo stesso tempo, essere capace di spiegare le proprie scelte. Questa apertura non mette in discussione ruoli e competenze, ma qualifica il modo in cui intendiamo esercitarli: con capacità di ascolto e piena assunzione della responsabilità delle scelte. I porti di Genova e Savona-Vado hanno l’obbligo di crescere e di generare valore, ma devono farlo in armonia con le città che li ospitano".