Questa mattina, alle 10, la chiesa del Sacro Cuore e di San Giovanni Bosco in via Carrara, a Quarto, si è riempita di centinaia di persone, gremite dentro e fuori dal tempio per porgere l'ultimo saluto al quarantaduenne genovese Daniele Callà, la guida ambientale scomparsa tragicamente nel terribile incidente avventuo lo scorso 3 settembre sull'Aurelia, a Bogliasco.
La cerimonia ha visto stringersi l'uno accanto all'altro mondi solo apparentemente distanti: da una parte le voci struggenti del coro degli alpini, dall'altra gli amici del gruppo ciclistico Zena Cycling, uniti tra il ricordo della montagna e quello della strada. Attorno ai genitori si sono stretti la compagna Barbara, la sorella Federica e il fratello Simone, presente con compostezza sulla sedia a rotelle per le lesioni riportate nell'incidente del 3 settembre a Bogliasco, dove ha perso la vita anche il 79enne Sergio Poggi, ai cui funerali la comunità si unisce nella medesima giornata.
Le testimonianze e il ricordo dei cari
La cerimonia si è aperta con i toccanti messaggi dei familiari, della compagna e degli amici.
"Daniele è il mio respiro, il mio cuore, la mia anima" ha esordito la compagna Barbara, ricordando come non vi sia parola adeguata a esprimere la sua grandezza e prendendo in prestito i versi del poeta Henry Scott Holland sulla morte intesa come un semplice passaggio "nella stanza accanto". Poco dopo, la sorella Federica ha rivolto il suo ricordo al "fratellone, mia guida, pura gioia", definendolo come il suo modello da emulare e una delle persone più pure e premurose mai conosciute.
Accanto al feretro sono state poste le corone di fiori inviate dai colleghi del Gruppo Guardie Ambientali Escursionistiche e dal Genoa CFC, società presso la quale lavora Simone Callà. Tra le tante presenze in chiesa si sono notati anche il consigliere regionale Federico Romeo, il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa, il presidente di Legambiente Liguria Stefano Bigliazzi e il responsabile della comunicazione del Genoa Luca Russo.
L'omelia: "Procedere un passo per volta"
Un profondo conforto spirituale è stato portato da don Stefano Bisio, parroco delle sette parrocchie di Quarto.
"La fragilità che oggi proviamo ci aiuta a comprendere la grandezza della vita – ha riflettuto il sacerdote dal pulpito – Questa fragilità è il mezzo che abbiamo per comprendere addirittura Dio». Ricordando che Daniele vive oggi l'interezza e la totalità della propria vita davanti a Dio, don Bisio ha rivolto un accorato invito ai genitori, alla compagna e ai fratelli a proseguire d'ora in avanti «un passo per volta" accogliendo quello stesso insegnamento che Daniele era solito rivolgere ai propri genitori nei momenti di cammino.
Al termine delle esequie, curate dal servizio A.Se.F. del Comune di Genova, la salma è stata trasferita al cimitero di Staglieno per la successiva cremazione.